Incidenti, ecco le 18 strade più pericolose della Capitale

20-02-2017
Dati del 2015, analizzati in base a flussi di traffico, velocità e costi sociali

Via di Torrevecchia, la Nomentana e via di Casal del Marmo. Numeri alla mano (gli ultimi disponibili, forniti dalla polizia municipale, sono del 2015), le strade più pericolose della Capitale. Proviamo a raccontare come si è arrivati a questi dati. L’agenzia Roma Servizi per la Mobilità, che ha la delega del Comune sulla sicurezza stradale, ha preso in esame 76 strade cittadine. Sono quelle (circa 700 chilometri di viabilità, poco più dell’1% del totale) dove i flussi di traffico nelle ore di punta sono più consistenti: oltre 5mila veicoli-chilometro in un’ora. Qui, nel 2015, si è verificato oltre il 40% degli incidenti con vittime (5.024 su 11.485).

Le 76 strade sono state analizzate utilizzando più parametri. Il numero di incidenti, chiaramente. E poi i flussi di traffico, la velocità, la lunghezza e il costo sociale, ovvero le ricadute sulla collettività degli incidenti, una voce che incide su Roma per oltre un miliardo di euro l’anno. E così sono venute fuori le 18 direttrici più pericolose. Viste le prime tre, ci sono poi via Gregorio VII al quarto posto, la Braccianense al quinto, e poi via dei Prati Fiscali, la Cassia, via di Tor Cervara, via di Pratica e via della Pineta Sacchetti, via Casilina, via di Vigna Murata, via di Boccea, via di Tor Bella Monaca e via Prenestina, via Tiburtina, viale dei Romagnoli e viale del Muro Torto. Su queste 18 strade nel 2015 si è verificato quasi il 45% degli incidenti mortali.

Roma Servizi per la Mobilità ha analizzato anche le strade e gli incroci con il più alto tasso di incidenti nel triennio 2013-2015. La Colombo è la strada con il più alto costo sociale, seguita da Casilina, Prenestina e Nomentana, Tiburtina, Salaria, Aurelia e Tuscolana. Le strade con il maggior numero di incidenti gravi sono invece viale Erminio Spalla, la Braccianense, via Santa Maria di Galeria, via di Brava, via Domenico Tardini e via dei Pescatori, via Pasquale II e via Fosso dell’Osa. Gli incroci con il più alto costo sociale sono quelli tra viale Togliatti e la Prenestina e tra la Prenestina e Tor de’ Schiavi; quelli con i maggiori livelli di gravità sono invece gli incroci via Antonio Anile-via Tuscolana e piazzale Venticinque Marzo 1957- via Cristoforo Colombo.

Negli ultimi quindici anni in Italia si è speso, per ogni vittima della strada, poco più di 16mila euro in sicurezza. Nel Lazio, circa 13mila euro. Nel nostro Paese gli investimenti pro capite in sicurezza stradale non arrivano a 5 euro; in Svizzera, Svezia, Francia oscillano tra i 20 e 25 euro, con una spesa, rispetto a ogni vittima, che varia tra i 250mila e i 430mila euro. Dal 2002 ad oggi, la spesa totale dell’Italia per migliorare la sicurezza in strada è stata lo 0,33 % dei costi degli incidenti nello stesso periodo. Al Lazio va il “record” della spesa più bassa: lo 0,23%. E gli investimenti sono stati ulteriormente ridotti dall’effettiva capacità di utilizzo degli incentivi da parte degli enti locali, anche per le difficoltà a erogare quote di cofinanziamento degli interventi.

Simone Colonna

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