Arriva la colonnina di ricarica “personalizzata”

17-10-2018
Enel conta di installarne 14 mila entro il 2022

Entro il 31 dicembre, per chi crede nell’auto elettrica, si presenta l’occasione di avere una propria colonnina di ricarica a prezzo scontato. Lo prevede il lancio di “JuiceBox”, una stazione di ricarica personale in grado di misurare in tempo reale, via smartphone, il livello di carica dell’auto. La creazione è di Enel nell’ambito del programma per la realizzazione di una rete capillare in Italia di colonnine elettriche innovative, che prevede l’installazione di 14mila colonnine entro il 2022. Un investimento da 300 milioni di euro.

Il programma prevede di occupare tutte le fette del mercato delle stazioni di ricarica con il nome di “Famiglia Juice”. Si tratta di una serie di prodotti per agevolare i limiti delle attuali colonnine attraverso sistemi sempre più intelligenti. Dopo la Juice Box, altro esempio è la “Juice Pole”, stazione che consente di ricaricare due vetture nello stesso tempo con 22 kW di potenza utilizzando la corrente alternata. E anche l’attivazione diventa “smart”, attraverso le app e carte di credito con tecnologia contactless.

Obiettivo, rendere sempre più semplici e veloci le operazioni di ricarica. A spingere il mercato delle auto del futuro, sono soprattutto le flotte aziendali e quelle dei privati che investono nel noleggio a lungo termine, formula competitiva, in particolare per coloro che percorrono lunghe distanze ogni giorno. Ed è proprio su questi due segmenti del mercato che Enel sta puntando. Attraverso la “Famiglia Juice”, il colosso italiano si propone di diventare un partner delle imprese nell’analisi dei risultati e delle flotte aziendali. Sarà dunque in grado di suggerire soluzioni di ricarica e mezzi ottimizzati sulla base delle specifiche necessità dei clienti. Poi c’è la partita con le Pubbliche Amministrazioni che sono in prima linea per la lotta allo smog e per le quali è stata messa a punto “Juice Lamp”. Si tratta di una fusione tra lampioni “intelligenti” a LED ed alta efficienza che possono essere gestiti da remoto, a cui collegare due stazioni di ricarica. Un’infrastruttura protetta da videosorveglianza che offre anche il monitoraggio della qualità dell’aria e la connettività in fibra o il wi-fi urbano.

- Ecologiche ma rumorose per tutelare chi va a piedi -

Le auto elettriche sono un toccasana per l’atmosfera ma la loro estrema silenziosità può rappresentare un pericolo per i pedoni che hanno difficoltà a sentirle arrivare. Il pedone, come confermano anche i dati più recenti, è il soggetto indifeso nel “sistema mobilità”. Fortunatamente c’è chi sta cercando soluzioni. In primis il gruppo Jaguar Land Rover che intende produrre auto elettriche un po’ più rumorose, in modo che il pedone avverta il sopraggiungere del veicolo.

Una tecnologia in fase di test, con l’aiuto di giovani scienziati che stanno dando “volontariamente” un contributo per superare questo potenziale rischio. Il dispositivo “Avas” non si può disattivare ed è un allarme acustico tarato sulle direttive europee in materia di inquinamento acustico di cui è imminente l’approvazione.

- Bici a bordo dei treni, dall’Ue nuove regole -

Guardare al futuro dell’intermodalità tra treno e bici, introducendo una normativa che renda obbligatoria la presenza di almeno otto posti bici a bordo dei treni. Questo, per favorire lo scambio intermodale e rendere sempre più semplice l’ultilizzo di più mezzi di trasporto per coprire l’itinerario fino alla destinazione. Le maggiori difficoltà che riguardano gli spostamenti intermodali, infatti, si registrano proprio per la mancata capacità, della maggior parte dei mezzi di trasporto in circolazione nelle strade dell’Unione Europea, di farsi carico di trasportare quello che è considerato lo strumento principale di una mobilità più dolce e attiva: la bicicletta.

La proposta è stata approvata la scorsa settimana dal Comitato dei trasporti e del turismo del Parlamento europeo (Tran). Gli esperti, si legge nel sito della ECF (European Cyclist Federation), ritengono che la proposta riceverà al più presto l’appoggio di tutto il Parlamento Europeo e, di concerto con il Consiglio dell'Unione, si conta di arrivare ad un regolamento uniforme, ufficialmente riconosciuto, che possa essere valido in tutti gli Stati Membri.

Testualmente nel documento della Commissione Tran si afferma che “i passeggeri hanno il diritto di trasportare le biciclette a bordo del treno, compresi i servizi ad alta velocità, a lunga distanza, transfrontalieri e locali. Tutti i materiali rotabili passeggeri nuovi o ricondizionati devono, al massimo due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, includere uno spazio appositamente
indicato per il trasporto delle otto biciclette, inteso come limite minimo”.

Mauro Muraour

Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it

17 ottobre 2018