Lotta allo smog, nel mondo un fronte comune

16-03-2017
L’allarme dell’Oms: ogni anno 500 mila vittime tra i bimbi. In Europa c’è lo spettro delle sanzioni

Fronte comune tra le città del mondo nella guerra allo smog. Da Atene a Città del Messico, da Pechino a Vancouver, passando per Roma, automobili bocciate in favore di biciclette, mezzi pubblici, mobilità condivisa, alternativa, elettrica. Uniche armi utilizzabili a ogni latitudine per combattere il grande killer: l’inquinamento.
Responsabile, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, della morte di oltre mezzo milione di bambini all’anno.
Le misure messe in campo per abbassare i livelli di smog, a causa dei quali alcuni Paesi, tra cui l’Italia, rischiano di essere multati dall’Ue, hanno un imperativo categorico che punta su tre obiettivi: mettere al bando le auto più inquinanti realizzare piste ciclabili e cercare incentivi per potenziare i mezzi pubblici. E nella ricerca di provvedimenti che abbiano come fine quello di migliorare la qualità dell’aria, le città fanno a gara nel disporre misure anche drastiche.

Come Barcellona, che dal 2019 metterà al bando le auto con più di 20 anni, che non potranno circolare nei giorni feriali. In Italia l’inquinamento affoga città come Milano e Torino. E sarebbero 20 mila, secondo il dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, i decessi provocati dalle polveri sottili, nella Capitale, dal 2006 al 2015.
Dati confermati dall’Agenzia europea per l'ambiente (Aea) che parla di 467mila morti premature all'anno in Europa per lo smog e ben 91 mila decessi solo in Italia. Proprio per questo, la Giunta capitolina ha approvato la delibera che regola, dallo scorso 21 novembre, l’attuazione dei provvedimenti di limitazione della circolazione veicolare previsti dal nuovo Pgtu, tra cui quelli che riguardano le domeniche ecologiche. Misure necessarie, visti i parametri dei mesi scorsi del particolato e del biossido di azoto, prodotto soprattutto dai motori diesel. Proprio contro le auto a gasolio, quattro città sono scese in campo senza mezze misure.

A Parigi, Madrid, Atene e Città del Messico dal 2025 le auto diesel non avranno più diritto di circolare. Del resto l’Ue ha imputato agli Stati membri di non aver “affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell'aria per il biossido di azoto” che “costituisce un grave rischio per la salute”. Tra la possibile preoccupazione delle case produttrici e quella del mercato di auto usate, tutto fa pensare che i motori diesel abbiano le ore contate.

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