“Piano anti-incendi” al via tra regole e divieti

25-05-2018
Ordinanza in vigore dal 15 giugno

Varata l’ordinanza anti-incendi per il periodo 15 giugno-30 settembre. Il provvedimento, firmato dal sindaco Raggi, vieta in tutto il territorio comunale azioni che potrebbero causare incendi e
stabilisce il divieto assoluto di accendere fuochi per bruciare stoppie, rami, erbacce, e altro tipo di vegetazione proveniente da boschi, pascoli, prati o dalla pulizia dei terreni. Le sanzioni vanno dalla reclusione a multe comprese tra 1.032 e 10.329 euro.

Previsto un protocollo d’intesa Comune-Regione per il coordinamento dei volontari della Protezione civile di Roma Capitale. Diego Porta, a capo della struttura, spiega che la dislocazione delle unità nelle aree sensibili avverrà, come sempre, in anticipo rispetto alla data del 15 giugno, partenza ufficiale della campagna anti-incendi. Sul piano dei presìdi, il territorio romano è diviso in quadranti.

Nell’area di Castel Fusano, l’anno scorso colpita da innumerevoli roghi, scatterà un coordinamento tra Vigili del Fuoco e Protezione civile.

Ci si prepara ad affrontare le emergenze, spesso dovute a negligenza. In primo luogo si parte dalle regole di comportamento, quindi divieto di gettare mozziconi di sigarette accese o accendere barbecue nei parchi in luoghi vietati. Fumo e fiamme, inoltre, possono lambire la sede stradale con conseguenze sul traffico. Il pericolo più alto per la viabilità è su strade come la Pontina, la Colombo, le consolari e le arterie più trafficate, oltre alle grandi aree verdi.

Nel territorio romano, dal 1 giugno al 14 luglio dello scorso anno si sono verificati 380 incendi, nello stesso periodo 2016 gli incendi erano stati 135. Numeri anomali che hanno reso più inquietante lo scenario talvolta criminale degli eventi. Al termine della stagione 2017, la situazione incendi si è delineata nella sua drammaticità. Nel Lazio si è arrivati ad un aumento del 600% rispetto all’anno precedente, con la perdita di un immenso patrimonio naturale. Numeri in crescita che hanno riguardato anche l’estensione delle aree colpite e la frequenza quotidiana. In alcuni periodi, nelle province di Roma e Latina, l’aumento dei focolai è stato del 1700% rispetto al 2016, con 124 ettari ettari di bosco distrutti. Un’area grande come Roma.

Presìdi nei punti sensibili si parte i primi di giugno

Il servizio di presidio sulle zone del territorio a maggior rischio partirà dai primi di giugno. Particolare attenzione al Parco di Martignano, Bracciano, Parco di Vejo, aree golenali e verdi a ridosso
del Tevere, parchi cittadini. Lo scorso è stato un anno nero, già nelle prime settimane dell’estate le fiamme avevano colpito Castel Fusano, oltre agli incendi boschivi a Tivoli, Fiano Romano,
Capena e Morlupo, ma anche Fregene, Fiumicino e tutto il quadrante a Nord della Capitale compreso tra Porte di Roma e Soratte. Un dato particolarmente grave è stato quello relativo alle province
di Latina e di Roma. Gli eventi incendiari hanno lambito strade e ferrovie, comportando temporanee chiusure e interruzioni del servizio di trasporto. Oltre agli incendi boschivi, sempre allerta per
le fiamme nei campi rom, molto spesso limitrofi alle sedi stradali.