8 Marzo: la toponomastica in rosa

07-03-2019
Storie al femminile nelle strade della Capitale

Incinta del quarto figlio, Giuditta era infaticabile nell'organizzare la rivolta contro il governo di Pio IX. Era il 1867, il Regno d'Italia era già stao proclamato, ma Roma restava fuori dai confini del Paese riunificato. Giuditta Tavani Arquati era tra i patrioti che preparavano il terreno all’arrivo di Garibaldi. Ma tutto finì nel sangue. Una mattina di ottobre, gli zuavi delle truppe pontificie fecero irruzione nel covo dove si riunivano i congiurati: anche la giovane donna rimase uccisa. A ricordare la sua vicenda, nella memoria della città, c'è una piazza di Trastevere. È una delle circa 700 strade che traccia la storia al femminile di Roma. Patriote, sante, artiste, politiche e letterate: le strade a loro intitolate sono censite da toponomasticalfemminile.com, progetto nato nel 2012 su Facebook e poi diventato archivio prezioso con un sito costantemente aggiornato da un lungo elenco di autrici e di autori.

Se sante, beate e martiri sono protagoniste delle strade di Roma, il drappello più numeroso è formato da principesse, regine, patriote e combattenti, ma anche vittime delle guerre e delle lotte politiche. I vicoli sono spesso appannaggio delle sante, ma alla più famosa tra tutte le pie donne romane, Santa Francesca, è dedicata la piazza dove sorge la “sua” basilica, al Foro Romano. Nel II Municipio, tra Villa Ada e il parco di Villa Glori, via Adelaide Ristori e via Eleonora Duse ricordano le dive della scena teatrale tra Ottocento e Novecento. A poca distanza, accanto al viale della Moschea, ecco via Anna Magnani.

Nel IV Municipio via Virginia Chiodi e via Caterina Scarpellini ricordano la vita e la professione di un medico condotto e di un astronomo. Nessun viaggio o soggiorno di studio a Roma, invece per Rina Monti che fu però tra le prime in Italia ad ottenere una cattedra universitaria nelle materie scientifiche. La lunga strada a lei intitolata è nel V Municipio.

I nomi delle madri della Costituente punteggiano la pista ciclabile Monte Ciocci-Monte Mario, che ricorda sette donne, tra loro Angelina Merlin, partigiana, componente dell’Assemblea Costituente e prima donna eletta al Senato. Un curriculum forse poco conosciuto dai vandali che lo scorso anno frantumarono la targa che ricorda il suo nome e la sua vita. I frammenti furono ritrovati nell’erba, ai lati della ciclabile.