Alberi, incidenti e il fattore prudenza

10-09-2018
I nodi manutenzione e maltempo
 
Pini, Olmi, Platani. Sono le tre specie di alberi più diffuse in città. Fanno anche parte del paesaggio delle strade in cui di notte si registrano andature da alta velocità. Dalla Colombo alla Nomentana. 
In condizioni meteo avverse il rischio di crolli aumenta e con esso quello di incidenti anche gravi.
 
La manutenzione cittadina può confliggere con gli alberi - spiega Franco Milito, dottore agronomo, esperto in stabilità degli alberi -, basti pensare alle radici rotte a causa di lavori di scavo. Gli alberi si trovano in posizioni che possono provocare conflitti, spesso a causa di una cattiva progettazione. Tutti questi danni spesso causano schianti di alberi interi o di loro porzioni, perché da quelle ferite possono penetrare funghi che danneggiano seriamente le radici. Altra causa di schianti è l’errata potatura che può anche provocare il collasso del tronco. In altri Paesi la soluzione è quella della sostituzione periodica delle alberature e il rischio di danni è vicino allo zero”. 
 
Alberature e sicurezza stradale… “Su strade strette con alberi vicini alla carreggiata si registrano spesso incidenti gravi. Si tratta il più delle volte di vecchi impianti arborei in strade una volta percorse da carrozze o da automobili molto più piccole e meno potenti. I limiti di velocità hanno un senso per contenere il rischio. Trovo che la repulsione per qualsiasi forma di prudenza alla guida sia un problema tutto italiano. Il Nuovo Codice della Strada norma in modo chiaro i nuovi impianti arborei su strada; per il resto credo serva solo prudenza e attenzione”. 
 
Gli alberi più diffusi in città? “Certamente il pino domestico, poi il platano e il leccio. Il pino è la specie che causa più incidenti, perchè si adatta meno alla vita cittadina e meno sopporta le offese alle sue radici causate da lavori e condizioni ambientali. La sua aspettativa di vita in città si riduce rispetto alla media e attorno a 70-80 anni serve un monitoraggio periodico”.
 
Spesso il maltempo è responsabile della caduta degli alberi. “La prevenzione è possibile, ma necessita di fondi: a Roma ci sono tecnici molto preparati, in grado di garantire una gestione del rischio responsabile e professionale. Oggi le potature si svolgono quasi esclusivamente con il criterio dell’emergenza. Certo, è molto oneroso riportare la situazione sotto controllo: il censimento e il monitoraggio in corso servono a questo”.
 
- Le radici dei pini spesso diventano una trappola -
 
Nelle ore notturne, la Polizia Locale registra la maggior parte degli incidenti per alta velocità. Le conseguenze possono essere gravissime. “Non esistono stime sui numeri e le tipologie degli incidenti - spiegano dalla Poliza Locale -. Tuttavia sono molti i tratti stradali da considerare  rischiosi. La guida attenta è fondamentale”. Enrico Pagliari, responsabile dell’Area Tecnica dell’Aci sottolinea: “L’importanza della manutenzione delle strade, anche per evitare che le alberature riducano visibilità alla segnaletica e alla illuminazione.
Inoltre - sostiene - le radici dei pini tendono ad emergere e ad ammalorare il manto, costituendo un grave pericolo. Si deve mettere in sicurezza sia l’utente della strada, per esempio con guard-rail di ultima generazione, che gli alberi. Ma il comportamento alla guida resta un fattore fondamentale”. 
 
- In autunno i nuovi autovelox -
Aumentano gli incidenti stradali mortali, decine di vittime solo nei primi mesi del 2018. La strada più pericolosa della Capitale è via di Torrevecchia. È quanto emerso durante una desuta della Commissione capitolina Mobilità, riunita per affrontare il tema della sicurezza stradale. “Sono numeri da guerra che Roma non può accettare - aveva già detto il presidente della Commissione, Enrico Stefàno - Già a marzo abbiamo raggiunto il numero totale di morti di Parigi o Berlino, che arrivano a 30-40 l’anno”.
 
La Polizia Locale ha concordato un piano con il Campidoglio per individuare le zone in cui porre maggiore attenzione e ha sottolineato l’importanza degli autovelox come detterente. E proprio entro l’autunno entreranno in funzione i nuovi sistemi di rilevamento della velocità.
 
Paolo Petrucci
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it
10 settembre 2018