Alla scoperta del trasporto pubblico romano - 1

29-04-2017
Viaggio a puntate tra storia curiosità e numeri
Un cammino denso di significati, tra cambiamenti, curiosità e innovazioni, quello del trasporto pubblico romano. Che abbiamo tentato di riscostruire per offrire ai lettori un racconto a puntate denso informazioni poco conosciute, utili a capire e conoscere meglio la rete a disposizione della città. La realizzazione di questa ricerca è stata possibile grazie al contributo del Centro Studi Mobilità e Trasporti (in primis del presidente Omar Cugini. Analizzando i dati di Roma Servizi per la Mobilità, documenti e archivi storici, servendoci della memoria e delle conoscenze degli appassionati, abbiamo suddiviso il racconto in capitoli. Che inizia da un tema generale: il criterio di numerazione delle linee di bus e tram (nella seconda puntata invece parliamo delle linee più anziane).
 
1951 - la prima svolta 
Fino al 1951 le linee tramviarie erano indicate anche con numeri frazionari, mentre numerose linee di autobus e filobus con due lettere indicanti i quartieri in cui facevano capolinea. Nel 1951 viene deciso di riservare i numeri da 1 a 30 per i tram (tranne le circolari indicate con CD, CS, ED, ES), da 31 a 79 per i filobus e da 80 a 99 per i bus del centro. Le periferiche avevano tre cifre, delle quali le ultime due richiamavano il numero della linea centrale di riferimento. Per i collegamenti di Ostia, passati all’Atac nel 1964, la sigla era la lettera “L” seguita da un numero.
 
Il criterio Origine/Destinazione
Tutto cambia nel 1975 quando, con lo scopo di uniformare le banche dati, venne previsto un nuovo criterio di numerazione sulla base della divisione del territorio comunale in 10 “spicchi”. Il numero “1” corrispondeva al Centro storico, mentre lo “0” fu assegnato a tutti i quartieri esterni al GRA (settore  “Ultraperiferico” e Ostia). Poi gli altri numeri in senso orario: 2 - (Cassia, Tor di Quinto, Flaminio); 3 - (Salaria, Bufalotta, Monte Sacro); 4 - (Tiburtina, La Rustica, Tor Sapienza); 5 (Casilina, Tuscolana); 6 - (Appia, Ostiense, Ardeatina); 7 - (Eur, Laurentina, Magliana); 8 - (Monteverde, Valcannuta, Aurelia); 9 - (Ottaviano, Pineta Sacchetti, Monte Mario). Il sistema, tuttora valido, prevedeva che tutte le linee fossero numerate con tre cifre, secondo i criteri ABX e BAX, dove A e B sono i numeri delle zone dei due capolinea, mentre la terza cifra è un numero progressivo. Per le linee periferiche, invece, la numerazione è progressiva, anteponendo lo “0” partendo da Ostia (dove L1 diventa 01 e così via). Il nuovo criterio era valido sulla carta, in quanto oltre a uniformare la numerazione permetteva all’utenza di sapere le due zone servite da una determinata linea. Ben presto, però, mostrò i suoi limiti; l’espansione della città e la necessità di attivare nuove linee, infatti, determinarono l’esaurimento delle combinazioni. Così molte linee del Centro tennero le numerazioni del 1951 e in qualche caso si derogò, al criterio Origine/Destinazione. Ad esempio, con 780 e 710, che dovevano essere “invertite”; o con 213 e 546, “aliene”
rispettivamente a Centocelle e Torrevecchia.
 
Nel 2000 arrivano le Express 
Negli anni 2000 l’ultimo aggiustamento che disegna lo scenario attuale. Ai tram furono riservati i numeri da 1 a 19, le decine (20, 30, 40, 50, 60, 70, 80, 90) alle linee Express, le centinaia (da 120 a 190) alle Express festive. Il criterio ancora una volta viene rispettato solo parzialmente. Le linee tram 225, 30 e 516 cambiano numero in 2, 3 e 5 (ma le previsioni di avere 19 linee tram non si sono avverate) i bus 3, 4 e 9 diventano, rispettando il criterio O/D, 217, 360 e 649, mentre le 50, 70, 160 e 170, teoricamnete delle Express, sono invece collegamenti ordinari. 
 
La rete notturna
Discorso a parte per la rete notturna, dapprima indicata da un normale numero a tre cifre, con la semplice indicazione “servizio notturno” sulle paline. Nel febbraio 1992 viene attuata una prima riforma, che ha stabilito un criterio di numerazione a due cifre, seguito dalla lettera N. Il 14 Gennaio 2008, a seguito di una nuova e radicale riforma della rete, nascono le attuali 27 notturne, stabilendo che n1, n2 e n3 sostitutivano metro A, metro B e ferrovia Roma-Lido. Con l’apertura della diramazione B1 per Jonio e della metro C alla rete si aggiungono le linee n2L e n27.
 
L’H apre una nuova frontiera
Dal 14 aprile 1998, infine, debutta una linea indicata con una lettera: si tratta dell’H (circonvallazione Gianicolense-stazione Termini) seguita, il 30 ottobre 1998, dalla C (Termini-Cimitero Flaminio). Nel primo caso si tratta di una linea Express ideata a sussidio del tram 8 che collegava con gli ospedali; nel secondo, del primo esperimento della rete “cimiteriale”, realizzata nel 2008, con le linee contrassegnata dalla lettera C e da un numero.
 
A cura della redazione Trasporti&Mobilità