Apnee notturne, pericolo al volante

17-07-2018
Un incidente mortale su cinque è causato dal colpo di sonno
 
È partita a inizio giugno, per concludersi a fine anno, la campagna di informazione e prevenzione “Dormi meglio, guida sveglio”, realizzata dall’Aci assieme alla Fisar (Federazione italiana salute
ambiente e respiro). Un incidente mortale su cinque è provocato dal un colpo di sonno mentre si sta al volante. Due secondi di “disattenzione” a 50 km/h corrispondono a quasi 30 metri a occhi chiusi.
 
Dietro il colpo di sonno, spesso, c’è un disturbo: l’apnea notturna. In Italia è una sindrome per cui sono considerate a rischio 12 milioni di persone. Di queste, però, solo una su cinque è informata. Ecco allora la campagna che, da qui a fine anno, andrà progressivamente a coinvolgere 1.500 delegazioni Aci sparse sul territorio per un semplice test di verifica, un “check-up del sonno”.
 
Sapere di avere una patologia è il punto di partenza. Le apnee notturne si curano. Il difficile è vincere le resistenze degli automobilisti, poco informati e interessati, spaventati “in maniera immotivata, per le potenziali conseguenze sull’idoneità alla guida”, sottolineano dalla Fisar. Tra gli obiettivi della campagna c’è una più efficace applicazione del decreto ministeriale, in vigore dal 2016, che vieta il rilascio e il rinnovo della patente a chi soffre di apnee notturne, con una sindrome moderata o grave associata a eccessiva sonnolenza, se non adeguatamente curato.
 
E il punto è proprio questo. Le apnee notturne si possono superare, intervenendo così su un fattore di rischio, per sé e per gli altri, quando si è alla guida. La campagna di Aci e Fisar dà agli automobilisti la possibilità, in occasione del rilascio o del rinnovo della patente (procedura che ogni anno coinvolge circa 5 milioni di italiani), di verificare se si è soggetti a rischio oppure no.
 
La terapia di fondo per questo disturbo è comportamentale: ridurre il peso, non bere alcolici la sera, smettere di fumare. “Le apnee notturne sono una patologia sommersa, nonostante siano 12.300 gli incidenti stradali attribuibili, che causano ogni anno 250 morti e oltre 12mila feriti”, ha sottolineato Fernando De Benedetto, direttore scientifico di Fisar.
 
Ogni anno muoiono per distrazione più di 500 persone sulle nostre strade. L’uso scorretto del telefonino è il primo fattore di rischio, “ma non vanno sottovalutati i disturbi che compromettono il riposo e pregiudicano l’attenzione alla guida”, ricordano da Aci.
 
Anche le vibrazioni in auto conciliano la "pennichella"
Colpi di sonno in auto, un’altra “minaccia” è rappresentata dalle vibrazioni che accompagnano il viaggio, in molti casi costanti e dolci. Lo rivela uno studio di un’università australiana, la RMIT di Melbourne. Quindici automobilisti sono stati “testati” con un simulatore. La situazione di guida verificata è stata quella in autostrada. Ecco cosa è emerso: le vibrazioni stancano l’automobilista,
quindi il sistema nervoso per compensare rallenta il battito del cuore.
 
Entro 15 minuti, anche le persone riposate hanno iniziato a dare segni progressivi di intorpidimento; in 30 minuti, è arrivata la sonnolenza vera e propria, con difficoltà a restare svegli. Difficoltà aumentata ulteriormente nei 30 minuti successivi. I ricercatori hanno quindi suggerito la progettazione di sedili in grado di ridurre questo pericoloso effetto prodotto dalle vibrazioni.
 
Simone Colonna
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it
17 luglio 2018