Arriva l’era dei micro-mezzi nei centri urbani

11-03-2019
Leggeri e compatti, utili nei tragitti intermodali
 
Rivoluzione micromobilità. Ovvero un nuovo fenomeno che potrebbe cambiare il modo di muoversi in città, per esempio per raggiungere la fermata del mezzo pubblico lasciando l’auto nei parcheggi di periferia e riducendo così il traffico. Spiega Francesco Filippi, docente di Trasporti e Logistica a La Sapienza: “In città molti spostamenti sono inferiori al chilometro, quindi i micro-mezzi, come l’hoverboard, potrebbero sostituire vantaggiosamente l’automobile e ridurre l’inquinamento. Mezzi che possono raggiungere i 25 km/orari ed essere a trazione elettrica”.
 
Vediamo tutti gli aspetti di questa novità, dal punto di vista della eco-compatibilità, da quello della sicurezza stradale, fino a quello normativo. “Il vantaggio sulla bicicletta - spiega Filippi - anche quella a pedalata assistita, è che si tratta di mezzi molto leggeri e compatti, quindi chi li guida “assume una posizione eretta a pochi centimetri dal suolo”. Sono mezzi  che necessitano di una pavimentazione uniforme, priva di irregolarità.
 
“La sperimentazione - prosegue Filippi - procede grazie alla Legge di Bilancio 2019, dove è stato approvato un emendamento per iniziare i test. Al momento il Codice della strada non prevede l’utilizzo di questi mezzi. L’apertura alla micromobilità è attesa da molti cittadini e anche dagli operatori dello sharing che affollano il mercato”. Non solo norme di mercato, ma aspetti sicurezza.
“L’apertura alla micromobilità non può essere una semplice autorizzazione amministrativa - prosegue Filippi - richiede importanti precauzioni. Sotto questo profilo ci è di insegnamento quanto è accaduto all’estero, dove hanno autorizzato l’uso di questi mezzi con leggerezza e si sono avuti molti incidenti, anche fatali. Bisogna imparare dagli errori altrui e le sperimentazioni hanno fornito alcune condizioni essenziali per una introduzione sicura”.
 
Oltre alla pavimentazione ben mantenuta, se si consente il transito sui marciapiedi la velocità dovrebbe essere quella pedonale, circa 5 km/ora. Bisogna evitare che circolino sulle strade con limiti di velocità superiori ai 30 km/ora. Le differenze di velocità tra i veicoli sono una delle principali cause di incidenti. “L’ideale, conclude Filippi - è farli circolare nei centri storici. Ma devono poter andare sulle ciclabili, forse è un’ulteriore spinta per la loro realizzazione e diffusione”.
 
- Facili da usare e anti-smog ma a contare è l’equilibrio -
Gli hoverboard hanno due ruote, e si muovono grazie a un motore elettrico alimentato da una batteria ricaricabile integrata, che alimenta il motore e gestisce l’equilibrio. Le ruote sono indipendenti anche se poggiano sullo stesso asse, ciascun piede comanda una ruota, il movimento da fare è simile a quello dello skateboard o dello snowboard, quindi si basa sulla capacità del passeggero di stare in equilibrio. A differenza dei segway, che sono dotati di manubrio e che vengono utilizzati dal personale di sicurezza in aeroporti, centri commerciali e eventi fieristici per muoversi più velocemente in caso di necessità, gli hoverboard hanno dimensioni e ruote più piccole, che vanno dai 6 ai 10 pollici a seconda del modello, e hanno un peso di circa 10 kg. Gli hoverboard possono raggiungere una velocità approssimativa compresa tra 10 e 24 km orari e hanno un’autonomia di 20 km.
 
- L’evoluzione storica degli spostamenti -
Segway, hoverboard, skateboard, pattini e monopattini che cosa sta succedendo nel pianeta mobilità. Per capire bisogna rileggere i passaggi principali di un cammino che appartiene alla storia. Perché tutto cominciò quando gli ominidi scesero dagli alberi 5-7 milioni di anni fa e lentamente impararono a camminare. “Così 5mila anni fa - come spiega Filippi - dopo milioni di anni di camminate e in alcuni casi di corse, gli uomini addomesticarono gli animali, e i signori e i guerrieri montarono a cavallo. I consumi energetici crebbero moltissimo. Tuttavia l’energia usata è sicuramente sostenibile. Ulteriore passaggio, fu l’invenzione della ruota e della strada, 3mila anni fa, che migliorò l’efficienza energetica dei trasporti. Il carro trainato poteva trasportare più persone e così il consumo per km percorso si abbassò, ma l’ingombro produsse, anche ai tempi degli antichi romani, la congestione. La bicicletta fu un’altra grande invenzione per il trasporto sostenibile. Il consumo individuale per km percorso si abbassò notevolmente, rispetto al camminare, e l’ingombro è modesto. Tuttavia, l’automobile riportò di nuovo i consumi e gli ingombri a impennarsi. Un’auto con il solo guidatore ha un consumo per km 16 volte quello dell’uomo che cammina".
 
Paolo Petrucci
Trasporti&Mobilità-muoversiaroma.it
11 marzo 2019