Assistenza tecnologica in auto, parla l’esperto

27-03-2019
Pagliari (Aci): "Priorità al freno automatico d’emergenza"
La distrazione, il mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo e la velocità troppo elevata sono, come ha evidenziato l’Istat, le prime tre cause di incidente. Complessivamente costituiscono il 40,8 per cento dei casi. Tra le azioni da mettere in campo per aumentare la sicurezza in strada, un contributo può arrivare dai cosiddetti ADAS. La sigla, indica sistemi avanzati di assistenza alla guida come il freno automatico di emergenza, il sistema di controllo e adattamento della velocità, il mantenimento di carreggiata e il rilevatore di stanchezza. Di questi dispositivi abbiamo parlato con l’ingegner Enrico Pagliari, coordinatore dell’Area Tecnica di ACI.
 
Qual è per lei il “supporto” alla guida più efficace?
“Nell’ambito dei diversi sistemi di assistenza alla guida spiega Pagliari - personalmente ritengo che il più importante sia il freno automatico di emergenza, nelle sue diverse declinazioni, con nomi e sfumature adottate dalle diverse case automobilistiche in attesa di standard precisi. I laboratori dove vengono effettuati i test Euro NCAP (il programma europeo di valutazione dei nuovi modelli d’auto, ndr), hanno dichiarato che è il dispositivo ad oggi più efficace per ridurre l’incidentalità: ACI chiede infatti da più di 3 anni che sia obbligatoriamente di serie su tutti i veicoli nuovi”.
 
Cosa pensa invece dei dispositivi che agiscono sulla velocità del veicolo?
“Riguardano il controllo della congruità della velocità di marcia del veicolo rispetto alla segnaletica relativa ai limiti di velocità. C’è un sistema che avverte semplicemente il conducente del limite vigente e lo allerta visivamente e/o acusticamente del superamento di tale limite. C’è poi un secondo sistema, più evoluto, limita la velocità del veicolo al limite imposto. Anche in questo caso i costruttori usano e adottano acronimi diversi, qualche volta addirittura in contrasto tra loro. Visto lo stato di manutenzione delle infrastrutture stradali e della relativa segnaletica, ACI reputa ancora prematuro il sistema più evoluto, perché cartelli vecchi convivono con segnaletica di nuova istituzione spesso in contrasto: vediamo troppo spesso, purtroppo, limiti di velocità di 30 Km/h legati a dei lavori stradali che rimangono anche dopo che i cantieri sono terminati. Proprio sui limiti di velocità, ACI reputa prioritaria una rivisitazione e razionalizzazione degli attuali limiti di velocità. Abbiamo presentato una proposta di modifica del Codice della Strada su questo tema dove, in estrema sintesi, chiediamo di usare pochi limiti, ad esempio sei, tutti dispari, da 30 a 130 Km/h, con il seguente ordine: 30, 50, 70, 90, 110 e 130. Per ogni tratto di strada con caratteristiche geometriche e condizioni di traffico equivalenti, andrebbero adottati inoltre non più di due limiti: sulle strade extraurbane, ad esempio, bastano 70 e 90 Km/h, con il limite più basso per le situazioni più critiche. In sintesi, gli automobilisti chiedono poche regole ma ben chiare”.
 
Sempre a proposito dei dispositivi per limitare la velocità, quanto sono ad oggi diffusi sul mercato?
“Sui veicoli nuovi, il limitatore automatico di velocità è presente solo sui modelli di alta fascia, mentre il sistema che si limita ad avvertire il superamento della velocità è già disponibile in media su 3 auto nuove ogni 4, almeno come accessorio. La reale diffusione dei sistemi di assistenza alla guida in Italia si scontra però con l’anzianità del parco veicolare, tra le più elevate d’Europa, visto che le auto hanno in media 11 anni e 4 mesi. Oltre a richiedere misure incentivanti per il rinnovo del parco auto, come ACI promuoviamo la diffusione di questi sistemi anche sui veicoli non nuovi, come l’autoradio di una volta: si tratta di una tecnologia che, pur non intervenendo autonomamente sui freni, avverte il conducente, acusticamente e visivamente, ed è in grado di ridurre con efficacia gli incidenti dovuti alla distrazione”.
 
Simone Colonna
Trasporti & Mobilità-muoversiaroma.it
27 marzo 2019 

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