Auto diesel, il problema sta nel biossido d’azoto

02-03-2018
Cosa può accadere a Roma e in Europa

A parità di evoluzione tecnologica, un’auto diesel Euro 6 è generalmente considerata più inquinante di un veicolo della stessa classe ambientale ma alimentato a benzina. La differenza la fanno le maggiori emissioni di biossido di azoto, che a sua volta contribuisce alla diffusione delle polveri sottili, in particolare le cosiddette Pm2,5, più piccole delle Pm10 e più dannose per la salute quando vengono respirate.

Il dibattito su questo tema è ampio e non mancano anche punti di vista divergenti. Ma tra gli esperti c’è sostanziale accordo nel considerare i diesel più inquinanti. Un contributo, poi, lo danno i numeri. Roma ad esempio lo scorso anno è riuscita a stare entro i limiti previsti per le emissioni di Pm10 (massimo 35 sforamenti l’anno), ma non riesce ad oggi a rispettare, in buona parte delle stazioni di rilevamento e monitoraggio della qualità dell’aria, il tetto previsto dalla normativa proprio per il biossido di azoto che, su base annua, non deve superare la media di 40 microgrammi su metro cubo. Un problema che affligge tutte le altre grandi città del Paese, da Torino a Milano, da Firenze a Napoli.

Da qui partono le scelte delle amministrazioni in tema di politiche ambientali. Ad esempio, come è stato annunciato nei giorni scorsi, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha detto di voler chiudere il Centro, dal 2024, ai veicoli privati alimentati a gasolio. Ad oggi, stando ai dati Aci, nella Capitale le auto diesel sono 661.255, su un parco complessivo di 1.759.601 autoveicoli.

Sui mezzi a gasolio sono già in vigore limitazioni più restrittive di quelle in atto per le quattro ruote alimentate a benzina. Dal lunedì al venerdì, da tempo ormai, nella Fascia Verde non possono entrare e circolare le diesel fino a Euro 2. Una limitazione che può essere estesa, seppur solo su base giornaliera, in caso di blocchi emergenziali (quando i livelli di smog sono troppo elevati e per più
giorni). Quando ci sono le domeniche ecologiche, poi, si fermano anche i diesel Euro 6. A Milano, invece, il Centro con la cosiddetta area C è vietato ai veicoli a benzina Euro 0 e a quelli a gasolio fino a Euro 4 (se senza filtro antiparticolato).

Tra le case automobilistiche c’è chi si sta orientando verso una progressiva rinuncia ai motori diesel, anche in considerazione dei costi per rendere questi motori in linea con i limiti sulle emissioni.
L’Italia, va ricordato, è tra i Paesi sottoposti dalla Commissione europea a procedura d’infrazione per gli eccessivi livelli di smog.

Confronto con la benzina negativo anche sulla CO2

Stando ai dati presentati alcuni mesi fa da “Transport & Environment”, un centro studi ambientalista, un’auto diesel nel suo ciclo di vita emette oltre 42,5 tonnellate di anidride carbonica, ovvero 3,65
tonnellate in più rispetto a un veicolo a benzina. La differenza la fanno, tra gli altri, la maggiore energia richiesta dalla raffinazione del gasolio, i materiali utilizzati per produrre il motore, il maggiore
numero di chilometri percorsi da questo tipo di auto (considerando i costi più contenuti per fare il pieno).

Riguardo al progetto di stop ai diesel nel Centro di Roma, Legambiente ha chiesto di integrare l’iniziativa con un’azione complessiva a livello nazionale, che cambi radicalmente la mobilità di persone e merci nel Paese, senza dimenticare le altre fonti di smog: dall’industria al riscaldamento in inverno. L’assessore capitolino Linda Meleo ha aggiunto che almeno la metà dei 600 nuovi bus che Roma sta acquistando, avrà caratteristiche eco-compatibili.

Uno sguardo oltre il Gra
 
Roma potrebbe essere la prima grande Capitale europea a dire stop ai diesel. Atene, Madrid e Parigi due anni fa, firmando una dichiarazione congiunta sulla qualità dell’aria (anche con Città
del Messico), hanno fissato la data dello stop al 2025. Barcellona ha invece parlato di un progressivo giro di vite su vecchi diesel a partire dal 2019. Sempre per quella data c’è la proposta di blocco (anche in questo caso parziale) delle quattro ruote a gasolio avanzata dal sindaco di Copenaghen.

La Gran Bretagna ha indicato il 2040 come limite per l’addio sia al diesel che alle benzina, puntando su elettrico e ibrido. In Germania, dopo il “dieselgate”, la manipolazione dei dati sulle emissioni, è emerso lo scandalo dei test sui gas di scarico effettuati su cavie sia animali che umane. E intanto il tribunale amministrativo federale di Lipsia ha stabilito che le città tedesche possono progressivamente vietare l’uso di motori diesel per migliorare la qualità dell'aria.

In conclusione, l’orientamento generale da parte di Stati centrali e Amministrazioni locali è sempre più quello di investire su carburanti puliti, sull’elettrico, sulla ciclopedonalità e sul trasporto pubblico.