Auto in doppia fila, quando è reato

06-02-2019
In alcuni casi è possibile chiedere il risarcimento
 
Due minuti in doppia fila e il traffico in via Tuscolana si blocca. La viabilità rallenta in modo esponenziale rispetto al numero di auto in sosta irregolare. E, inevitabilmente, i bus in transito perdono corse o accumulano ritardi. Lunedì, ore 10, all’altezza di via Calpurnio Fiamma (fermata Lucio Sestio della metro A), un’ambulanza si fa largo a zig-zag. Solo dopo che si è formato l’ingorgo, l’automobilista esce dal bar dove era entrato per prendere un caffè.
 
Per i vigili di Roma Capitale il contrasto alla sosta selvaggia nelle principali arterie si aggiunge al servizio sulla viabilità ordinaria. Casilina, Appia, Tuscolana e così via sulle altre consolari. Nella maggior parte dei casi le auto sono lasciate in doppia fila solo per comodità e non per una reale emergenza, che in casi “eccezionali” potrebbe giustificare la trasgressione.
 
Una pratica diffusa, mentre si pone la necessità di una rivoluzione a vantaggio dei mezzi di trasporto condivisi e a scapito di quelli privati, con car sharing e car pooling, oltre al rilancio degli spostamenti con bus e metrò. Per contrastare le doppie file davanti ai cassonetti o alle fermate dei mezzi del trasporto pubblico, la Capitale si doterà di autovelox “intelligenti”, che affiancheranno gli street control.
 
Ma vediamo quanto costa infrangere il Codice della Strada, ma anche il Codice Penale. L’articolo 158, comma 2, prevede una sanzione da 24 a 97 euro per ciclomotori e  motoveicoli a due ruote e da 41 a 168 euro per i restanti veicoli. L’art. 159, inoltre, sancisce che i vigili possono procedere alla rimozione forzata se la sosta costituisce pericolo. Non solo. Per la giurisprudenza la seconda fila può costituire un reato, lo stabiliscono diverse sentenze della Corte di Cassazione. Per i giudici commette reato di violenza privata colui che ostruisce con il veicolo l’unica via di uscita, o colui che lo fa con l’intento di impedire la libera uscita. In particolare, un conducente è stato condannato dal Giudice di Pace di Roma a causa del parcheggio in seconda fila che impediva l’uscita di un altro veicolo, regolarmente posizionato sulle strisce a bordo carreggiata. Oltre alla condanna, il giudice ha disposto il risarcimento del danno per la perdita di tempo procurata al titolare dell’altro veicolo. Ovviamente, questo può valere anche per le aziende di trasporto.
 
- Sosta selvaggia prevista solo per le emergenze -
 
Ci sono casi in cui il parcheggio in doppia fila è consentito. Lo stabilisce l’articolo 54 del Codice Penale: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.
 
Potrebbe essere consentita la doppia fila, quindi, per l’acquisto di farmaci salvavita. Mentre non lo è per l’acquisto di farmaci vitali che si prendono regolarmente. Vale l’eccezione anche per il soccorso a un familiare che ha chiesto aiuto con una telefonata. O se si va al pronto soccorso per un problema proprio o di un passeggero dell’auto. La multa è nulla se si dimostra la sincerità dell’allarme dopo l’uscita dal pronto soccorso. Per esempio, se un sospetto infarto poi si rivela una tachicardia.
Paolo Petrucci
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it
6 febbraio 2019

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