In auto, lo psicologo: “Il traffico stressa"

24-10-2018
Code e ingorghi abbassano la produttività

Metro A ore 7,30. Sulla banchina della stazione Furio Camillo, in direzione Battistini, il tempo di attesa per il treno è di due minuti. Venti persone aspettano pazienti. Arrivano studenti, impiegati e turisti. Intanto, sull’Appia Nuova il traffico sta rallentando minuto dopo minuto, tra doppie file di camioncini, taxi, e furgoni dell’Ama.

Sale il nervosismo tra chi si trova al volante e deve raggiungere il lavoro o accompagnare i figli a scuola. Due passeggeri in 15 minuti raggiungono la stazione Termini, per poi cambiare con la
linea B e arrivare a Eur Fermi. Altri utenti, con lo stesso ticket, puntano Rebibbia o Jonio. Chi prosegue verso il capolinea Battistini, in meno di trenta minuti scende a Cipro, oppure a Spagna o Ottaviano.

Tutto si svolge in un microcosmo di colori e di lingue. Forse più di quelle parlate nelle “sotterranee” di Monaco, Stoccolma, Bilbao o Mosca. Quindi tra le affascinanti del pianeta. Alle 8 un fiume di
passeggeri scende alla fermata San Giovannni della C, la più bella della rete romana, con le vetrine che mostrano i reperti trovati nello scavo. A volte capita che la metro rallenti (per un malore o un
fattore tecnico), come succede, più frequentemente, per la viabilità ordinaria, dove l’auto resta imprigionata nel traffico nello smog, clacson e improperi in slang romanesco. Conti alla mano, il trasporto privato in città non è competitivo tra costi, tempi di trasferimento e lo stress da traffico. Un aspetto che si può constatare, per esempio, nel rientro a casa in auto, dopo una giornata stressante di lavoro, in una strada super trafficata.

Secondo i sondaggi il trasferimento casa-lavoro è più stressante dello stesso tempo di lavoro. Ovviamente non per tutti incide nella stessa misura. “Il traffico, come le altre cause di stress, ha un impatto differente sulle singole persone - spiega il dottor Enrico Lombardi, psicologo e psicoterapeuta di Humanitas - ognuno è un caso unico in termini di reazioni e risposte a questo tipo di eventi. In ogni caso, i sintomi dello stress da traffico sono sia fisici, dalle vertigini ai dolori muscolari o addominali, che psichici, ansia o difficoltà di concentrarsi alla guida. Con inevitabili ricadute in termini di performance e produttività al lavoro”.

Cosa succede se si rimane imbottigliati nel traffico?L’automobilista - sottolinea - si trova a vivere in una situazione di passività, con il rischio di subire il tempo che scorre con frustrazione”.

- I romani soffrono di più -

Lo stress da traffico è alimentato dalla difficoltà di prevedere la durata del tragitto casa-lavoro. Un sondaggio della Ford Motor Company ha rilevato che su un campione di 5.500 cittadini intervistati
in sei città europee (Madrid e Barcellona, Londra, Parigi, Berlino e Roma) sono proprio i romani quelli che in misura maggiore pensano che lo spostamento casa/lavoro sia  sempre più faticoso. Quasi
sei su dieci (il 57%), una quota più alta di londinesi (41%) e parigini (35%).

Il 26% degli intervistati considera il percorso più stressante del lavoro stesso. Il 63% ammette di arrivare in ritardo almeno una volta al mese, il 27% almeno tre volte, mentre il 15% lascia casa con almeno mezz’ora di anticipo.

- Legambiente: “Ridurre i veicoli circolanti” -
Più persone che si spostano in città con il trasporto pubblico e meno automobili in strada. A Roma un tema legato a doppio filo al tasso di motorizzazione; un dato quasi da record. Alberto Fiorillo,
responsabile delle aree urbane di Legambiente, spiega l’urgenza di ridurre il parco auto nella Capitale, dalle 60 su 100 attuali a una quota sempre più prossima alla media europea, ovvero a 30 su 100. “È un indirizzo importante di medio termine - spiega - per rendere la città più vivibile e disincentivare il mezzo privato a favore di quello pubblico”.
Invece, nei tempi immediati?
L’ecopass sarà un passo importante, già il giorno dopo la sua approvazione i risultati saranno immediati. Si tratta di un ticket per l’accesso dei veicoli in alcune zone della città in orari definiti e in
determinati giorni della settimana. L’augurio è che il ricavato sia investito su quello pubblico
”.
Quindi una città più vivibile in breve termine?

L’aspettativa è quella di meno traffico all’interno dell’anello ferroviario. Ma un ulteriore passaggio, sarà quello di investire risorse per rilanciare tutto il sistema metro-ferroviario, a partire dalla Roma-Lido. Sarà poi fondamentale ridurre la sosta su strada, anche se questo sarà un obiettivo con tempi più lunghi”.
Quale è la valutazione complessiva del sistema dei trasporti pubblici della Capitale?
Principalmente dovrebbe essere più competitivo nei confronti del mezzo privato. È quello che fa la differenza nelle principali città europee".

Paolo Petrucci

Trasporti&Mobilità-muoversiaroma.it

24 ottobre 2018