Autostrade, al via le tariffe ridotte per le moto

02-08-2017
La procedura da seguire per ottenere lo sconto. Per i centauri sconto del 30% ma solo col telepass

Da parte di molti motociclisti, l’annunciato sconto del 30% sulle tariffe di pedaggio autostradale è stato accolto come un successo. Dal primo agosto, infatti, entra in vigore la tariffa ridotta del 30%
per i motocicli dai 150 cc in poi, ovvero quelli che possono transitare in autostrada. Un’agevolazione comunque riservata solo a chi ha il Telepass.

Stop, quindi, alle tariffe omologate tra auto e moto. Partita una sperimentazione che si concluderà il 31 dicembre.

“La mancata distinzione tra auto e moto è una particolarità tutta italiana nel contesto europeo, una ingiustizia che ora sarà superata ha commentato il ministro Delrio - verificheremo a dicembre l’impatto che ha avuto la misura”.

Mettendo a confronto la realtà italiana con quella di altri Paesi europei, tuttavia, sembra che la strada da perpercorrere sia ancora lunga. Ad esempio, in Austria è previsto il pagamento di un  abbonamento fisso (non necessariamente annuale) il cui importo stabilito per 12 mesi è di circa 34 euro per le moto e il doppio per le auto. Tralasciando i Paesi nei quali il pedaggio per le due ruote non è previsto, in Norvegia si pagano gli attraversamenti di due soli collegamenti tra isole. In Slovenia la tariffa fissa per le moto è di 55 euro l’anno e il doppio per le auto.

Ci sono poi Paesi che, come l’Italia fino a prima dell'1 agosto, non hanno fatto differenza tra auto e moto ma nei quali le tariffe sono uguali per tutti. Nella Repubblica Ceca si pagano circa 60 euro l’anno, in Ungheria si scende addirittura a 28, mentre in Svizzera ne bastano circa 33 euro per circolare liberamente per 14 mesi. Un aspetto insolito della  sperimentazione all’italiana, che non si riscontra altrove, è la differenza tra la tariffa applicata a chi ha il Telepass e quelle maggiori dovute da chi vuole pagare in altro modo, carta di credito compresa.

Una questione che dipende dall’adeguamento delle infrastrutture che, attualmente, non sono in grado di distinguere la tipologia di veicolo, se non attraverso la targa associata al contratto Telepass.

Sul sito Internet www.telepass.com è spiegata la procedura da seguire per accedere ai vantaggi della sperimentazione sulla tariffa autostradale ridotta per i motociclisti. In primo luogo, è necessario compilare il webform con la richiesta di pre-adesione scaricabile dal sito. Poi si dovrà sottoscrivere un contratto Telepass Family. Una volta fatto, logicamente, si dovrà utilizzare il dispositivo per un solo motoveicolo e quindi associare una sola targa. La sottoscrizione del contratto deve avvenire dal 15 settembre e non oltre il 15 ottobre. Il riferimento sono i Punto Blu dislocati sulla rete autostradale. Tra le “controindicazioni”, invece, ci sono l’impossibilità di cumulare lo sconto con quello riservato ai pendolari e la cancellazione della targa dell’auto associata a un contratto Family già attivato.

La sicurezza resta un problema
Chi viaggia su due ruote lo fa comunque prevalentemente in città o su strade statali e qui la questione sicurezza resta sempre aperta. Dati in chiaroscuro, quelli diffusi a fine luglio da Aci e Istat. Nel 2016, a perdere la vita alla guida di un ciclomotore sono state 116 persone, con un aumento di oltre del 10% mentre fortunatamente gli incidenti gravi in moto hanno fatto registrare un meno 15%.

In generale, assieme ai ciclisti e ai pedoni, i motociclisti restano tra gli utenti vulnerabili della strada. Pedoni e due ruote rappresentano quasi il 50% del totale dei decessi dello scorso anno, 1.618 su
3.283. Certo ci sono fattori di rischio come la velocità elevata o i comportamenti imprudenti. Ma poi, per chi è in moto, il pericolo continua a essere rappresentato, in particolare, dalla distrazione
degli altri, dagli ostacoli fissi a bordo strada, dalle condizioni dell’asfalto.

Allarmanti i dati diffusi dall'Asaps, l'Associazione sostenitori Polstrada. Sono 21 i motociclisti che hanno perso la vita in 20 incidenti mortali nel solo weekend dal 28 al 30 luglio.

La storia - Il viaggio “estremo”? È in Vespa

Tariffe autostradali, sicurezza. Poi però, ci sono anche delle belle storie su due ruote. Come quella di Ilario Lavarra, 35 anni, milanese, una laurea in economia e un lavoro come impiegato in una fonderia di Modena. Dopo quattro anni di risparmi nel 2010 è partito per un viaggio su una vespa del 1970, la “Corazzata, sprint veloce, ma neanche troppo, telaio di ferro massiccio” (così la descrive Ilario): 18 mesi, 82mila chilometri attraverso le Americhe, dall’Artico all’Antartico. E a settembre Ilario riparte per un’altra avventura sulle due ruote. Il via il 16, da Milano, per un giro attorno al mondo di 150mila chilometri a bordo di una Vespa Gran Turismo del 1968. La sua storia è sul blog vespanda.com.