Bike sharing, in Italia flusso libero in difficoltà

07-09-2018
In attesa di Uber resiste solo il fronte asiatico
 
Il sistema di condivisione della bicicletta, il bike sharing, è un tema delicato. E tra difficoltà gestionali, amministrative e finanche culturali, non è un mistero che in molte città italiane non stia funzionando come dovrebbe. Le esperienze raccolte, infatti, ci parlano di sperimentazioni di successo che si contano sulla punta delle dita. Non solo per Roma ma per tutte le città italiane, ed europee. Anche se a credere nell’importanza strategica della due ruote a pedali sono in tanti, solo in pochi casi la strategia si è potuta applicare con successo alla realtà di un territorio.
 
A crederci, nell’ultimo periodo, sembrano essere solo gli operatori esteri.  Come gli asiatici, per lo più cinesi, che nell’ultimo anno sono partiti alla conquista delle nostre città. Con risultati, comunque, non sempre premianti. Parliamo di Mobike, azienda con sede a Pechino, che a Milano e Firenze ha realizzato una copertura quasi capillare. E di Ofo, altra azienda cinese che opera al nord Italia, Obike, con sede a Singapore, e Gobee Bike, di Honk Kong.
 
Queste ultime hanno puntato su Roma, nel dicembre scorso, portando il servizio “free floating” ossia a flusso libero: prendo la bici e la lascio dove voglio. L’esperimento non è andato molto bene. Molte delle 185 biciclette di Gobee Bike, così come tante delle bici gialle di Obike, sono state ritrovate nel Tevere, abbandonate per strada o rubate. Per Gobee Bike la sperimentazione, se tale era, è finita quasi subito, l’azienda ha scelto una graduale ritirata da Roma e dal mercato europeo. Quindi è stata la volta di Ofo, che ha deciso di concentrarsi sui soli mercati definiti “prioritari”.
 
Nel frattempo Obike è stata ricapitalizzata da giganti delle tecnologie digitali come Alibaba, Didi Chuxing e Mobike (che è stata di recente acquisita da Meituan, di proprietà del gigante dell’e-commerce Tencent, per 2,7 mld di dollari) e mentre da un lato si è aggiudicata il bando per la gestione del bike sharing del Comune di Bologna per 8 milioni di euro, dall’altro ha sospeso il servizio a Cremona.
 
Tutto questo accade mentre sta per arrivare Uber Bike, servizio lanciato a giugno negli Stati Uniti. Per il momento si tratta di un progetto pilota, limitato a sole 250 biciclette nella città di San Francisco, ma potrebbe arrivare anche in Italia.
 
Maria Teresa Cirillo
Trasporti & Mobilità - muoversiarma.it
7 settembre 2018