Calamità naturali, l'auto elettrica ci salverà

26-03-2019
Energia garantita per quattro giorni. L'esperimento in Giappone

Bunker e case rifugio potrebbero avere i giorni contati. In caso di calamità naturali, basterà un’auto elettrica a salvarci. A mettere al sicuro noi stessi e la nostra famiglia o almeno a garantirci l’elettricità per quattro giorni.  L’idea arriva dal Giappone, paese abituato a eventi naturali catastrofici come terremoti e tsunami ed è della Nissan. La casa nipponica starebbe organizzando diversi eventi durante i quali simulerà una situazione post catastrofe e permetterà a intere famiglie di rifugiarsi per una notte in un’auto elettrica Leaf (donata per l’occasione). Secondo i costruttori, infatti, la Leaf può anche essere utilizzata come fonte di energia per alimentare le abitazioni in caso di interruzioni di corrente: una vettura completamente carica potrebbe garantire fino a 4 giorni di autonomia a un appartamento standard. Il progetto Nissan (piuttosto ambizioso, visto che in Giappone la presenza dei veicoli elettrici è pari allo 0,2% delle auto circolanti) sarà sperimentato a Nerima, città situata nei pressi di Tokyo, nella quale l'amministrazione locale sta attuando altre iniziative a favore della green mobility come la sostituzione delle auto della polizia locale con vetture elettriche. Inoltre, è stato realizzato un sistema grazie al quale i cittadini che possiedono un veicolo elettrico possono renderlo gratuitamente disponibile a chi ne può avere bisogno in caso di calamità. L’idea di utilizzare le auto elettriche come fonte alternativa di energia era già stata sperimentata nel 2016 da Mitsubishi: aveva fornito le proprie auto a batteria alle vittime del terremoto di Kumamoto, nella parte meridionale del paese. Ma come va il mercato dell’elettrico? Nel 2017, stando ai dati dell’Electric Vehicle Outlook 2018, le vendite di veicoli elettrici a livello globale hanno superato il milione di unità. Il Paese che detiene la quota di mercato più alta si conferma la Norvegia con il 39,2%. Al secondo posto l’Islanda, 11,7%, seguita da Svezia, 6,3%, Cina (2,2%), Germania (1,6%), Stati Uniti (1,2%) e Giappone (1%). Nel 2025 però si prevede il superamento degli 11 milioni, per arrivare ai 30 milioni nel 2030 e 559 milioni nel 2040, quando le auto elettriche rappresenteranno il 55% delle vendite del nuovo e toccheranno il tetto del 33% della flotta globale.

In Italia, l’elettrico è ancora ai blocchi di partenza. Secondo i dati raccolti dal sito Alla Carica! Generation Electricity (sostenuto dal Ministero dell’Ambiente per l’informazione e la sensibilizzazione dei millennials alle numerose possibilità offerte dalle smart city) la e-mobility tarda a svilupparsi nel Bel Paese, mancano le colonnine di ricarica ma anche altre infrastrutture come i parcheggi e scarseggiano le agevolazioni fiscali e la normativa in questo ambito. Milano è la città dove si conta il maggior numero di opzioni e strumenti a favore dello sviluppo della mobilità elettrica. Torino è al secondo posto. Roma va decisamente meglio dal punto di vista delle auto private: al 31 dicembre 2017, si contano 2.400 auto a zero emissioni, le colonnine di ricarica sono 120 ma saliranno a 700 entro la fine del prossimo anno.

Una libreria, una fioriera, una fontana, un pianoforte, un acquario e campo da minigolf. Alcuni vecchi distributori di benzina sono tornati a nuova vita ed hanno convertito il loro aspetto grazie al talento e alla fantasia dell’artista australiano James Dive. Immaginando un mondo senza petrolio e in occasione del lancio della auto elettrica Leaf da parte della Nissan, Dive ha dato vita a una carrellata di proposte alternative, tutte interattive e funzionanti, su come riciclare una pompa di benzina. Le opere, una ventina in tutto, sono curate nei minimi particolari e riproducono luoghi, oggetti e mestieri comuni: dalla cuccia per il cane alla casa per le bambole, dal frigorifero alla fioriera, dalla macchina per i pop corn alla lavagna con tanto di scritte e gessetti colorati. L’esposizione è intitolata “Un mondo senza petrolio”. Visionarla è semplice, basta collegarsi al sito www.zeropetrol.com.au.

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