Dal 31 marzo 2018, in Europa geo-localizzazione obbligatoria per i nuovi veicoli

25-10-2017
L'obbligo scatterà con l'obiettivo di salvare 2.500 vite umane
Dal 31 marzo prossimo i veicoli prodotti in Europa di nuova omologazione saranno dotati obbligatoriamente di un sistema che indica la posizione dello stesso in caso di chiamata al numero unico per le emergenze 112. Il sistema si chiama e-Call ed stato presentato a Torino, durante la “Smart Mobility Word, la manifestazione di punta del settore giunta alla sua quinta edizione. Un’iniziativa che “trasporta” i visitatori nel più aggiornato e rutilante mondo della mobilità elettrica, sostenibile e di tutte le tecnologie di connettività dell’auto che caratterizzano ormai i veicoli in progettazione per i prossimi anni. Il sistema eCall è stato sviluppato nell’ambito del progetto HeRO, un programma triennale (2015-2017) giunto alla terza fase e centrato anche sui temi della sicurezza stradale. Secondo i dati disponibili Lo sviluppo di questo sistema, in grado di risparmiare ogni anno fino a 2.500 vite e più di 20 miliardi di euro in spesa sociale. In Italia siamo all’avanguardia. Da noi, infatti, il programma HeRO ha coinvolto un consorzio di 12 partner istituzionali e privati, tra cui l’Automobile Club d’Italia, che hanno investito molto, sia sul fronte finanziario che su quello intellettuale, per arrivare ad implementare il miglior modello da adottare per l’attivazione del servizio eCall nel sistema pubblico di emergenza sull’intero territorio. Il presidente di Aci, angelo Sticchi ha tenuto a precisare che: ”Siamo stati i primi in Europa ad approntare già nel 2013 un sistema eCall completo e funzionante su strada e non in laboratorio, grazie alla sinergia di tutti i partner coinvolti nel progetto e alla sperimentazione che ha visto protagonista a Varese un qualificato campione di soci ACI”. 
La sperimentazione ha consentito di mettere a sistema l’operatività della centrale 112 di Varese con la nuova centrale di Trento, consentendo l’interscambio dei dati con protocolli automatici e la creazione di modelli organizzativi comuni e condivisi. Ora si mira a realizzare un sistema con funzionalità estese, in cui operatori del settore possano sviluppare servizi di assistenza a valore aggiunto e ridurre del 15 per cento i costi legati alla congestione delle linee di comunicazione. Non c’è molto tempo per centrale l’obiettivo finale a livello europeo del sistema eCall che si propone di dimezzare le vittime della strada entro il 2020.
 
Se in Italia siamo all’avanguardia sul terreno di strumenti come eCall, siamo invece lontani anni luce dalla diffusione di mobilità elettrica. La lentezza nell’adeguarsi è palpabile nel nostro Paese. Si fanno convegni e dibattiti e si parla di progetti sempre al futuro, mentre ormai questo futuro in altri paesi, come Norvegia, Francia e Germania, è già il presente. Con numeri importanti sul numero di veicoli a emissioni zero circolanti. In Norvegia, un paese di 5,2 milioni di abitanti, le auto a batteria hanno superato le 120mila unità. Interessante anche il caso dell’Olanda, un paese non produttore di auto, che grazie a politiche di incentivi, ha spinto le vendite di auto elettriche al 5% del mercato interno: oggi nel paese degli Orange circolano 100mila auto a emissioni zero contro le 8750 dell’Italia. Bisogna correre. Per rispettare le norme europee il Bel Paese deve arrivare al 10% di auto a emissioni zero, entro il 2021.
 
 
Ma dalla Norvegia, considerata come dicevamo tra i paesi leader nell’ utilizzo e nell’incentivazione all’uso dell’auto elettrica, arrivano novità che sembrano smentire la linea “green” seguita finora. Ma ora le cose potrebbero prendere una, piega diversa. Una proposta di legge vorrebbe introdurre una tassa sui veicoli elettrici che oltretutto colpirà i veicoli di maggiore peso. Per questo è stata subito chiamata la ”Tesla Tax”, dal nome della più potente e lussuosa berlina del mondo prodotta negli Stati Uniti. Si parla di applicare una tassa da circa 9mila euro. Di certo sarebbe un duro colpo per il settore di produzione delle auto a emissioni zero e conseguentemente i potenziali acquirenti norvegesi farebbero subito marcia indietro per tornare ai motori a combustione interna. Neanche gli incentivi all’acquisto previsti in Norvegia, compenserebbero la “Tesla Tax”. Grande contrarietà alla proposta di legge arriva dalla Norwegian Electric Vehicle Association, l’associazione della auto elettriche norvegese, che per bocca del suo segretario generale, Christina Bu, ha dichiarato:“Questa tassa è una bomba sull’intero mercato dell’auto elettrica”. La tassa sarebbe strada proposta perché i veicoli elettrici più pesante accelerano il degrado degli manti stradali, mentre le city car, accessibli a tutti,  faranno aumentare la congestione stradale.
 
A cura di Mauro Muraour