Dal bus all’aereo, tutto a portata di smartphone

29-01-2018
L’Unione Europea punta sull’infomobilità multimodale

L’Unione Europea punta sull’infomobilità multimodale, per fare in modo che nel prossimo futuro coinvolga tutto il territorio del Vecchio Continente. La svolta è dietro l’angolo, perché entro l’1 dicembre 2019 gli Stati membri dovranno comunicare a Bruxelles le azioni messe in campo perché il processo si realizzi. Vediamo di cosa si tratta. In sostanza, tutte le informazioni sui flussi di traffico
stradale, ferroviario, aereo, marittimo, comprese quelle che riguardano i percorsi dei pedoni, dovranno essere raccolte e trasformate in modalità standard, cioè rese fruibili a tutti i cittadini dell’Ue in un formato compatibile, e quindi scaricabile, dai moderni smartphone.

Ma andiamo con ordine. In primo luogo gli Stati Membri dovranno predisporre un punto unico di accesso nazionale. Una sorta di “porta” dove far confluire i dati. Poi, fase dopo fase si procederà fino al 2023, quando sarà necessario mettere a punto azioni in grado di mappare gli spostamenti e gli itinerari dei rispettivi territori. Azioni di monitoraggio, dovranno tenere conto della ricaduta ambientale
di ogni modalità di trasporto attuata, con l’obiettivo di spingere gli utenti verso una mobilità sempre più sostenibile.

A dettare le condizioni dell’iniziativa è il Regolamento 2017/1926 del 31 maggio 2017 (che integra la direttiva 2010/40/Ue di Parlamento e Consiglio europeo per quanto riguarda la predisposizione
di servizi di informazione sulla mobilità multimodale) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 21 ottobre ed entrato in vigore l’11 novembre scorso.

Il Regolamento coinvolge ferrovie ad alta velocità e convenzionali, aerei, sistemi di trasporto leggero su rotaia, autobus a lunga percorrenza, trasporti marittimi e anche il trasporto pubblico, con bus,
metropolitane e filobus. E anche i sistemi di trasporto a chiamata e quelli privati. Gli spostamenti a piedi dovranno essere considerati ai fini della predisposizione degli itinerari. L’ambito territoriale interessa tutti i Paesi Ue e comunque tutta la rete europea di trasporto, compresi i corridoi europei della mobilità.

Una volta che ogni Stato membro avrà istituito il proprio punto di accesso nazionale, sarà possibile raccogliere dati e metadati. Questi, saranno forniti da autorità e municipalità, gestori, operatori dei trasporti, delle infrastrutture e fornitori di servizi. Allo stesso tempo, secondo quanto contenuto nel testo del Regolamento, deve essere predisposto un sistema di ricerca che sia a servizio degli utenti.

Maria Teresa Cirillo

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