Diritto alla mobilità, l'impegno dei Comuni

14-12-2017
Convegno dell'Anci
La mobilità fa parte dei diritti fondamentali. Come quello al lavoro, all’istruzione o alla salute. Lo dice anche l’articolo 16 della Costituzione, che seppure in senso ampio, si riferisce alla libertà del movimento. Che deve essere garantita per tutti. “Se già nei prossimi mesi e nei prossimi anni riusciremo ad assicurare questo diritto alle nostre comunità, potremo guardare con molta più fiducia al futuro”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, nel corso del convegno “Connettere l’Italia”, organizzato nei giorni scorsi a Bologna dal ministero dei Trasporti.
 
È partito proprio da ciò, Decaro, per riassumere quanto fatto negli ultimi anni dalle città, perché il diritto alla mobilità fosse garantito. E tirare le somme ha significato prendere atto che la maggior parte dei comuni hanno intrapreso un percorso deciso, in termini di sostenibilità della mobilità. Un po’ ovunque, sono aumentate le aree pedonali, si sono moltiplicate le Ztl, utilizzati sistemi intelligenti di trasporto, come i semafori centralizzati, e installati sistemi videosorveglianza per assicurare sicurezza.
 
Non solo. È stata adottata una tariffazione della sosta che tende ad aumentare nei pressi del centro cittadino, come misura contro il traffico. Nonostante scarseggiassero fondi e mezzi, secondo il presidente dell’Anci, tutti i sindaci italiani si sono impegnati a incrementare l'offerta di trasporto pubblico. Anche con la realizzazione di parcheggi di scambio che permettono mobilità intermodale. “Chi parcheggia a cinque chilometri dalla città – ha spiegato De Caro - ha modo di raggiungere il centro con i mezzi pubblici”.
 
E questo non è ancora tutto. Sul fronte della mobilità sostenibile, le città hanno fatto altri passi da gigante. Le piste ciclabili sono aumentate del 47% negli ultimi dieci anni e, in questo senso, la legge in via di approvazione definitiva alla Camera segnerà una svolta.
 
Con i Programmi operativi nazionali (Pon Metro) messi a disposizione dal ministero dei Trasporti, poi, ci saranno 10 miliardi di euro nei prossimi 15 anni da destinare all’acquisto di bus e treni per rinnovare e adeguare le flotte agli standard europei. “Una differenza - secondo il ministro ai trasporti Graziano Delrio - che permetterà di avere mezzi nuovi dappertutto”. Poi c’è anche l’operazione sui treni regionali, considerata dal ministro il “Piano Marshall” dei trasporti.