Elettrico, le opinioni degli italiani

16-04-2018
Propensioni e convinzioni (non sempre corrette) sulla "green mobility"

Liberare strade e piazze dalle auto e puntare su veicoli elettrici, su sistemi di condivisione degli spostamenti, su mezzi pubblici e corsie preferenziali. Senza dimenticare le tecnologie, con l’ideazione di apposite App da scaricare su smartphone per aggiornamenti su traffico e viabilità, itinerari alternativi, percorsi pedonali o ciclabili.

A sostenere che l’architettura della mobilità sostenibile dovrebbe essere questa è il rapporto “Green Mobility, verso gli stati generali della mobilità elettrica”, organizzato da Legambiente. Che mette al centro la tematica del “green” partendo dalla statistica messa a punto dall’Osservatorio di Lorien Consulting. Che offre dati recenti.
 
L’auto elettrica agli italiani piace ma, visti i prezzi, il 29 per cento l’acquisterebbe solo se ci fossero più incentivi. Non solo. Il 33 per cento vorrebbe “pieni” di elettricità più economici senza sapere che oggi, fare 100 km con un diesel di media cilindrata costa sugli 11 euro, con un modello elettrico equivalente, invece, meno della metà: 3,5 euro. A livello nazionale, in Italia, si è divisi sui provvedimenti da attuare per limitare il problema dell'inquinamento.
 
Il 46 per cento degli intervistati è preoccupato al punto di chiedere maggiori limitazioni alla vendita e alla circolazione di mezzi inquinanti mentre il 48 per cento considera, invece, ulteriori limitazioni alla circolazione del tutto inutili.
 
La sensibilità alla tematica comunque c’è. Il 17 per cento dichiara di conoscere, e di aver tenuto in considerazione, le posizioni ambientali espresse dal proprio partito per scelta del voto. Intanto, nell’ultimo semestre è calato del 12 per cento l’uso quotidiano dei mezzi pubblici anche se è aumentata del 3 per cento la sharing mobility. E, soprattutto, l'auto privata continua a vincere, perché è usata dall’89 per cento della popolazione.
 
Secondo Andrea Poggio, autore del rapporto, l’Europa dovrebbe introdurre “quote obbligatorie di mercato di veicoli elettrici, come fanno Cina e dieci Stati Usa”. Allo stesso tempo Legambiente vorrebbe una progressione di veicoli a zero emissioni, sino al 100% nel 2040. E nel frattempo, divieti di circolazione sempre più severi per i veicoli a combustione nei centri urbani, fino al divieto totale di circolazione delle auto con questo tipo di alimentazione nel 2040.
 
Elettrico: “voglio ma non posso”
Le opinioni degli italiani, raccolte nel rapporto “Green Mobility”, rimandano una fotografia dell’approccio con la mobilità elettrica molto vicina alla realtà. I veicoli sono cari, hanno poca autonomia, 
gli incentivi insufficienti, le stazioni di ricarica si contano sulle punte delle dita. Nel quadro attuale della mobilità sostenibile, però, cresce la sharing mobility e questo è sicuramente un buon segnale.
 
A condividere un’auto, negli ultimi sei mesi, è stato il 13 per cento degli italiani, il 3 per cento in più rispetto al semestre precedente. Il 12 per cento usa solo il car sharing, mentre il 28 per cento preferisce la bicicletta.
 
E questo, secondo Andrea Poggio, autore del rapporto, in un Paese con 38 milioni di auto private, neanche 100 mila autobus e 6 mila auto in car sharing, “è da considerare la vera notizia”.