Emergenza incendi, come si interviene

04-07-2017

Siccità, caldo e vento. E' la combinazione perfetta nella stagione dell’emergenza incendi boschivi. E sono le condizioni che fanno scattare l’allarme. Il vero nemico quasi sempre è l’uomo, ovvero colui che incendia, consentendo il propagarsi delle fiamme. In alcuni casi per scarsa attenzione, in altri per dolo. Nella Sala operativa unificata permanente della Protezione civile regionale è allarme e tutti i soggetti preposti a gestire gli interventi sono riuniti, pronti a essere coordinati nel modo più efficace. Da qui viene gestito il flusso informativo con le organizzazioni di volontariato e i vari organi tecnici: Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali,  Sala Operativa della Protezione Civile capitolina. Un rogo su tre è causato dalla sottovalutazione del pericolo. Una materia complessa, soprattutto per un territorio fragile e a rischio, con parchi e vegetazioni che arrivano sino all’area urbana. “A Roma - spiega il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Marco Ghimenti - stiamo fronteggiando l’emergenza. Su 120 interventi nel turno dale 8 alle 20, il 70 per cento sono per incendi boschivi. Spesso la situazione di degrado di alcune aree urbane facilita queste situazioni, che richiedono molto impegno perché il fuoco spesso avanza verso le strade e richiede l’impiego di mezzi aerei e terrestri”. Domenica pomeriggio i Vigili del Fuoco sono stati impegnati per domare le fiamme a ridosso della Roma-Lido. La ferrovia è rimasta interrotta per ore tra le stazioni Acilia e Colombo e sono stati 58 i lanci d’acqua da elicotteri e Canadair per domare le fiamme nella pineta di Castel Fusano. Sessanta, poi,  gli interventi nella giornata di ieri, quello più importante a nord-est della città, con l’interruzione della Tivoli-Guidonia sulla ferrovia Roma-Avezzano.
Per assicurare la sicurezza sulle tratte, l’attività della Polizia ferroviaria è fondamentale.  A meno che non sia evidente il dolo,  però, la competenza nella gestione dell’incendio è dei Vigili del Fuoco. Molte le strade cittadine a rischio con il caldo, in particolare la Pontina. è del luglio scorso il rogo che interessò la strada per una settimana e che richiese la sua chiusura oltre che l’abbattimento di 90 alberi. Poi la Colombo. Infine tutte le consolari e le arterie più trafficate, a partire dal Gra.
Paolo Petrucci

Polfer: "Attività di prevenzione e vigilanza"
Marco Napoli è il responsabile della sala operativa della Polfer del Lazio e della squadra di Polizia giudiziaria. L’attività della Polfer è fondamentale nei mesi a rischio per gli incendi dei boschi che colpiscono le tratte ferroviarie.“L’attività della Polfer sulle linee ferroviarie di competenza - spiega Napoli - ha una funzione preventiva per scongiurare e prevenire fenomeni che possano turbare o ostacolare il regolare svolgimento dell'esercizio ferroviario. Tale tipo di attività, si svolge anche attraverso l'utilizzo di personale impiegato in vigilanza “lungolinea” con autovetture di servizio, sia in abiti civili che in divisa. L'attività ha anche funzione repressiva o di intervento a seguito di qualche segnalazione di criticità sulla linea. Il nostro compito primario è di assicurarci che non vi siano persone coinvolte nell’incendio e che tutti siano in sicurezza, dopodiché aspettiamo che i competenti Uffici (Vigili del Fuoco e tecnici ferroviari) terminate le eventuali opere di spegnimento, diano il via libera per la riattivazione della regolare circolazione. La nostra opera è subordinata agli interventi di spegnimento e, se dovessero emergere ipotesi, di sviluppo investigativo”.
Quali sono le tratte del Lazio in cui nella scorsa stagione si sono verificati più roghi?
“Le tratte maggiormente interessate, anche se i fenomeni non sono tantissimi, sono quelle in cui la sede ferroviaria è maggiormente circondata da vegetazione. Quindi a Roma Civitavecchia, Roma Pescara, linea AV Roma Napoli”.
Può darci numeri anche solo di riferimento?
“Non  c’è un fenomeno statistico particolarmente sviluppato. Si può dire che i mesi più critici sono sicuramente quelli da maggio a settembre, in concomitanza con il grande caldo”
Paolo Petrucci