Energie pulite e cambiamenti climatici, il ruolo dell'Italia

24-01-2019
I 7 punti del Piano per l'energia
Decarbonizzazione, efficienza e sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività. Sono i 7 pilastri su cui si fonda la “Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima” (Pniec) elaborata dal ministero dello Sviluppo Economico che lo ha già inviato all’attenzione della Commissione europea.
 
Il piano, consultabile sul sito mise.gov.it, contiene le proposte del governo italiano per raggiungere gli obiettivi europei nella lotta allo smog. Il settore trasporti e mobilità è uno dei comparti più importanti dove intervenire. Il raggiungimento degli obiettivi Ue passa per diverse azioni: aumento sempre più spinto della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, promozione e diffusione di mezzi a zero emissioni, sia per il trasporto pubblico che privato, incentivazione della “mobilità sharing” (bike sharing, car sharing, car pooling), un maggior utilizzo dei bio-carburanti e, per il trasporto merci, un graduale abbandono di quello su gomma a vantaggio di quelli su ferrovia.
 
Secondo i dati contenuti nel Pniec, si dovranno raggiungere traguardi ambiziosi. Per i trasporti, entro il 2030, in Italia, i consumi totali di energia dovranno essere soddisfatti per il 21,6 per cento da energia solare o eolica, contro il 14 per cento richiesto dalla Ue. L’utilizzo dell’auto elettrica, invece, potrebbe rappresentare poco più del 5 per cento di questo obiettivo. Per stimolarne la diffusione, anche le città dovranno in qualche modo cambiare volto ed essere ripensate sulla base delle esigenze del trasporto ecologico.
 
Ad esempio concedendo accessi gratuiti nelle Ztl, creando parcheggi dotati di colonnine di ricarica e aumentando i km di corsie preferenziali. Oltre alla produzione di energia elettrica tramite le “rinnovabili”, si dovrà puntare molto sulla costituzione di flotte di bus in gran parte elettrici o a metano. Stesso discorso per le automobili; nel 2030 in Italia si stima circoleranno un milione e mezzo di auto elettriche e 4,5 milioni di vetture ibride. E il Mise, nel piano ha inserito gli incentivi fino a 6mila euro per l’acquisto di vetture “eco”, previsti dalla Legge di Bilancio 2019.
 
Il problema della diffusione dei punti di ricarica dovrà essere affrontato con rapidità. Tra strutture pubbliche e private, nel 2020 dovranno essere attive almeno 6.500 colonnine.
 
- Dai bio-carburanti l’11% del fabbisogno totale -
 
Un focus a parte, che il Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima affronta diffusamente, lo merita la questione dei bio-carburanti. Tra quelli di vecchia e nuova generazione, sempre entro il 2030, potrebbero soddisfare l’11 per cento del fabbisogno di energia. La prima generazione di carburanti “eco” è fondata sulle colture alimentari, la seconda sul riutilizzo delle biomasse, ottenendo eco-combustibili o energia elettrica, utilizzando generalmente scarti di attività agricole o alimentari.
 
La terza generazione si fonda sulle materie prime. Ad esempio, migliorando la resa delle colture agricole si può aumentare la produzione di biocarburanti. La quarta, infine, è l’ultima frontiera del progresso ed utilizza microrganismi geneticamente modificati in grado di produrre “rifiuti” dai quali è possibile estrarre carburanti ecologici, come il bio-metano.
 
Mauro Muraour
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it
24 gennaio 2019