Ferrovie storiche, boom di viaggiatori

15-02-2018
Negli ultimi due anni sono stati 130mila
 
Movimento lento. Chi decide di viaggiare a bordo di un treno storico che seguendo i binari attraversa la natura, deve essere pronto anche a questo. A una lentezza reale e mentale, che assicura spostamenti sostenibili in stretto contatto con il paesaggio e con una realtà lontana da traffico, rumori, smog. Sicuramente tra gli obiettivi della Fondazione Ferrovie dello Stato, quando ha deciso
di restaurare e rendere funzionanti 350 convogli storici, c’era anche l’idea di un movimento che fosse più lento.
 
E che potesse aiutare a rivalutare un patrimonio fatto di cultura e tecnologia lanciando un messaggio simbolico. Che da un lato rende omaggio “all’eccellenza tecnica che dal 1905 ad oggi - si legge sul sito della Fondazione - non si è mai interrotta”, dall’altro promuove un modo di spostarsi diverso, in sintonia con uno stile di vita più vicino all’esigenza che alla scelta.
 
I treni, oggi perfettamente restaurati e funzionanti, grazie anche al contributo delle associazioni di Ferroamatori, sono impiegati lungo percorsi caratteristici, che offrono al passeggero la possibilità
di riscoprire paesaggi e itinerari sconosciuti o dimenticati della provincia italiana. In vista di un 2019 che, secondo il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, “sarà l’anno del turismo lento, che è esattamente ciò di cui ha bisogno l’Italia: un turismo colto e intelligente, di persone che vengono per cercare la bellezza e sanno rispettarla, che sia la bellezza del paesaggio o delle nostre città d’arte o dei borghi”.
 
Il progetto “treni storici” è stato realizzato grazie a centinaia di chilometri di linee dismesse che attraversano l’Italia e che si perdono in paesaggi unici. Non a caso questo tipo di turismo ha registrato, nell’ultimo biennio, una crescita record. Nel 2016-2017 sono stati 130mila i turisti che hanno scelto di viaggiare su convogli d’epoca, pari al +45% rispetto al 2014-2015.
 
Un aumento che è frutto della sinergia tra Fondazione e Ministero e che ha incontrato, in una fortunata congiuntura, l’attenzione e il desiderio dei turisti per il “viaggio lento”. La stessa sinergia, ha portato, in tre anni, a rimettere in movimento (lento) 9 linee ferroviarie per quasi 600 chilometri di binari.
 
E, per quanto riguarda il futuro? Altri quattro treni d’epoca di lusso saranno restaurati, mentre la scorsa estate è partita la riqualificazione del Museo ferroviario di Trieste Campo Marzio, con un investimento di circa 5 milioni di euro da parte della Fondazione Fs e Rete ferroviaria italiana.
 
Ecco dove arriva il treno
Da Napoli a Pietrelcina, “Sulle orme di padre Pio”; da Sulmona a Pescocostanzo e Roccaraso, con il “Treno della neve”; da Foggia a Montemarano, partenza il 18 febbraio, con la “Ferrovia
dell'Irpinia”. Per degustare vini locali e prodotti tipici e partecipare a lezioni di tarantella.
 
E poi “l’Archeotreno Campania”, da Napoli a Pompei e Paestum, si parte una volta al mese, da gennaio a dicembre a bordo di un treno con carrozze “Centoporte” anni '30. Il calendario di percorsi proposti dalla Fondazione, un po’ in tutta Italia e in collaborazione con le associazioni del territorio, è ricco. Il costo dei biglietti varia a seconda del percorso, in linea di massima tra i 15 e i 12 euro per gli adulti con sconti per i ragazzi e i bambini. 
 
Il treno a vapore che partirà il 4 marzo da Alessandria per Milano, invece, ha obiettivi culturali. La raccolta fondi è a cura della delegazione Fai del capoluogo.
 
Maria Teresa Cirillo
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it