Furti d'auto, tecniche "cyber"

20-12-2017
Le strategie di contrasto
La dirigente della Stradale, Giuseppina Minucci, spiega il fenomeno

Otto secondi per rubare un veicolo. Archiviato lo “spadino” del topo d’auto del passato, il kit degli attrezzi del moderno ladro è sempre più cyber: si attacca un transponder alla presa Obd (On board diagnostics, ndr) del veicolo riprogrammando una nuova chiave e assumendone il controllo.
Giuseppina Minucci è il direttore del servizio della Polizia Stradale; responsabile delle strategie di contrasto al traffico dei veicoli e dei fenomeni criminosi connessi. L’investigatrice non ha dubbi: “Si tratta di un fenomeno molto complesso, perché l’attività di riciclaggio muove grandi interessi, nazionali e non. Inoltre il ladro è un soggetto che conosce le tecnologie più avanzate di cui è fornita la vettura”.
Sistemi raffinati quanto difficili da contrastare: “Con uno scanner radio si può captare il flusso di comunicazione digitale tra la chiave e l’auto - spiega - e poi, inoltrando di nuovo il codice captato, si apre la macchina senza bisogno della chiave. Un classico, poi, è la sostituzione della centralina: entrati nell’abitacolo si procede alla sua sostituzione e con un by pass si accende il motore. Oppure, il disturbatore della frequenza, che annulla la funzione della chiave dell’auto. Appena il proprietario gira le spalle, i ladri entrano in azione derubando il contenuto dell’auto. In questo casi sono molto attivi soprattutto presso gli autogrill in autostrada o all’interno dei parcheggi degli aeroporti”.
Punto, Panda e Cinquecento sono le auto più rubate in Italia, sia con le tecniche tradizionali, sia con quelle hi-tech, utilizzate in questo caso da bande specializzate. Complessivamente, nel 2016, sono sparite 108.090 vetture - secondo i dati della Polizia di Stato - e il 44% (meglio se dotate di antifurto satellitare) sono state recuperate. Rispetto al 2015 si registra un calo dei furti, 5,28%, ma i numeri sono ancora altissimi: oltre 9mila vetture al mese.
Il business transnazionale dei furti d’auto, invece, risulta in crescita sia in Europa che negli Stati Uniti. Un giro d’affari che viene stimato intorno ai 20 miliardi di euro. Oltre ad alimentare il mercato dei pezzi riciclati (navigatori satellitari, autoradio integrate etc.), le bande criminali prendono di mira auto di lusso (Ferrari, Porsche, Lamborghini, Pagani Zonta) e le rotte del riciclaggio portano anche verso i Paesi Medio-Orientali.  

Cresce l'internazionale dei furti

Nel 2016 la Polizia Stradale ha arrestato 137 ladri d’auto, ne ha denunciati in stato di libertà altri 473 e ha effettuato 404 sequestri. Con l’operazione “500” ha disarticolato un’organizzazione criminale consolidata su tutto il territorio nazionale, composta da ladri, agenzie di pratiche auto, tipografie, officine meccaniche, autosaloni e soggetti prestanome. L’attività consisteva nel reperimento e furto delle vetture nel milanese, nella re-immatricolazione dei vecioli in Italia attraverso documenti di circolazione esteri, rubati oppure falsamente riprodotti. Le vetture venivano così reintrodotte nel mercato dell’usato attraverso i rivenditori. L’operazione “Take Away”, invece, ha disarticolato una banda che operava tra la Romania e l’Italia che riciclava autovetture. Il furto avveniva noleggiando le auto con documenti contraffatti di persone del tutto ignare. L’iter criminale si concludeva con la radiazione delle vetture e la loro esportazione all’estero attraverso carte di cricolazione false.
Nel corso del 2017, inoltre, grazie all’operazione “Canguro” è stata smantellata un’organizzazione attiva sul territorio nazionale e con ramificazioni in tutta Europa. Consisteva nel reperire veicoli rubati da diversi Paesi e trasferirli all’interno di garage privati, dove si svolgevano le operazioni di rifacimento del numero dei telaio e la riprogrammazione delle centraline elettroniche. Successivamente, sempre attraverso documenti falsi, riferiti a vetture realmente circolanti perfino nel continente  australiano, venivano inoltrate le domande per la nazionalizzazione alle agenzie di pratiche automobilistiche

 

Paolo Petrucci

"Trasporti& mobilità" del 20/12/2017