Guardrail, normativa ferma al 2004

09-02-2018
Calamani (Aisico): “Le autostrade vanno bene, ma sulle arterie secondarie ancora molto da fare”

Sicurezza stradale e infrastrutture. Condizioni dell’asfalto, presenza di ostacoli lungo la carreggiata, segnaletica e illuminazione più o meno adeguati. E poi le barriere di ritenuta, ovvero i guard rail. Su questi ultimi siamo andati a intervistare l’ingegner Stefano Calamani, direttore del centro prove di “Aisico”, dove si eseguono crash test e si rilasciano certificazioni CE sulle barriere di sicurezza.

Guard rail e new jersey, qual è la situazione sulla rete stradale italiana?

“In Italia ci sono circa 600mila Km di strade. Di queste una parte (valutabile intorno al 30%) non necessita dell’installazione di barriere. Sugli altri tratti, la situazione è buona per quanto riguarda la rete autostradale (circa 6.000 km) mentre è ancora molto arretrata per tutte le altre strade”.

I guard rail, i new jersey, a oggi rappresentano più un pericolo o un dispositivo di sicurezza?

“La mancanza di competenza di molte amministrazioni e di molti progettisti fa sì che alcune installazioni rappresentino effettivamente più un problema che una sicurezza. L’uso indiscriminato di barriere, anche in zone dove potrebbero essere evitate e, soprattutto, le cattive condizioni di installazione rappresentano spesso un pericolo per la viabilità. Bisogna tenere presente che l’urto con una barriera rappresenta sempre un evento traumatico. Se la barriera non è perfettamente funzionante, gli effetti di tale evento traumatico possono essere devastanti”.

C’è un problema di manutenzione. Può descrivercelo?

“In Italia la manutenzione si limia alla mita alla programmazione di interventi di sostituzione, limitati dalle scarse disponibilità finanziarie, solo quando la perdita della funzionalità della barriere è evidente. Niente o molto poco si fa sulla manutenzione intesa come verifica periodica della funzionalità ed eventuale sistemazione delle parti ammalorate. Altro aspetto totalmente trascurato, a dispetto delle normative, è  l’effettiva efficacia della barriera una volta montata su strada”.

Cosa stanno facendo gli altri Paesi Europei e cosa prevedono le normative più recenti?

“In Italia la normativa è ferma al 2004, come aggiornamento, dopo 12 anni, della prima normativa organica di riferimento sulle barriere, che risale al 1992. Nel frattempo sono passati 14 anni, da 7 anni è entrata in vigore la normativa comunitaria e sulle barriere si è raggiunto un elevato livello di conoscenze. Queste conoscenze hanno consentito ad altri Paesi di aggiornare le normative”.

Cosa dovrebbero fare le Istituzioni per agire in modo efficace?

“Le amministrazioni centrali dovrebbero fornire delle indicazioni normative a tutti coloro che si trovano a utilizzare barriere senza averne la dovuta competenza. I gestori di infrastrutture, invece, dovrebbero prendere atto che in Italia ogni giorno muoiono 10 persone sulle strade e che pertanto la sicurezza stradale non è solo uno slogan. Le nostre strade presentano delle gravi criticità e nessuno affronta il problema in termini concreti. Sono convinto che, con un approccio organico, gli investimenti necessari sarebbero ampiamente compensati dalla riduzione dei costi sulla collettività”.

 

A ROMA PARTE LA MANUTENZIONE

Ostacoli fissi presenti a bordo strada e i guard rail “ghigliottina”, ovvero senza alcun tipo di protezione sono, assieme alle buche, tra i pericoli in strada in moto (e non solo). In Italia, il processo per arrivare a una norma che desse delle linee guida per installare, sui guard rail, protezioni salva motociclisti, è partito al Ministero dei Trasporti nel 2013. Ma non è mai arrivato a nulla. La Spagna, altro Paese con molti motociclisti, sta facendo decisamente di più. Da noi, di fatto, si è fermi a installazioni occasionali e sperimentali su qualche strada. A Roma, ad oggi, non ce ne sono.

Intanto, sempre a proposito di guard rail, da lunedì 12 febbraio sono previsti interventi di manutenzione straordinaria di quelli installati su alcune strade. Gli interventi riguarderanno la Tangenziale,
corso d’Italia, viale del Muro Torto, viale Pilsudski e corso Francia.

Simone Colonna

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