Incidenti, dati del primo trimestre 2018

15-10-2018
La conferma: pedoni più a rischio

Oltre 7mila e 300 incidenti (7.379), 35 vittime e 3.193 feriti. Sono i dati, provvisori (per alcuni incidenti le istruttorie potrebbero non essere ancora chiuse), sull’incidentalità a Roma nel primo trimestre del 2018, rilevati dalla Polizia Locale di Roma Capitale ed elaborati dal Centro di Competenza sulla Sicurezza Stradale di Roma Servizi per la Mobilità, in ambito urbano (escludendo quindi il Raccordo e i tratti autostradali che entrano in città). Quella che emerge, ancora una volta, è l’alta incidenza che colpisce i cosiddetti utenti deboli della strada, che rappresentano oltre il 74 per cento dei decessi e oltre la metà dei feriti. Tra i pedoni, tra gennaio e marzo, hanno perso la vita 19 persone (14 nel 2017); 493 i feriti. In moto e motorino, 6 i morti (7 lo scorso anno) e 1.121 i feriti. In bicicletta, sempre considerando il primo trimestre di quest’anno, una persona ha perso la vita e altre 32 sono rimaste ferite. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno, il Centro di Competenza sulla Sicurezza Stradale ha registrato una diminuzione del numero dei feriti (-11 per cento), mentre il numero di incidenti e vittime si attesta su valori simili.

Il Centro di Competenza sulla Sicurezza Stradale è una struttura tecnica specificamente dedicata alla raccolta e alla gestione dei dati di incidentalità, oltre che alla realizzazione di attività e iniziative volte a migliorare gli standard di sicurezza stradale nel territorio comunale. Realizzata con i finanziamenti disposti nell’ambito del primo programma di attuazione del “Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”, il Centro di Roma Servizi per la Mobilità opera per conto del Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, con il compito di ampliare il quadro delle conoscenze e supportare le attività di programmazione e progettazione dell’Amministrazione.

Le attività di analisi dei tassi di incidentalità in città sono realizzate con il Sistema Informativo Sicurezza Stradale, che acquisisce i numeri forniti dalla Polizia Locale di Roma Capitale e li integra con le altre banche dati (Istat, traffico, velocità, dati territoriali, socio‐economici, sanitari) di cui dispone l’Agenzia per la Mobilità. Tra le attività del Centro, attività di formazione informazione (anche nelle scuole), elaborazione di piani e programmi di sicurezza stradale, progettazione di misure e interventi per la messa in sicurezza delle infrastrutture.

- Sicurezza stradale, ecco i seminari della Consulta -
Prosegue l’attività della Consulta cittadina per la sicurezza stradale, mobilità dolce e sostenibilità. Tra le azioni messe in campo, con il supporto di Roma Servizi per la Mobilità in qualità di segreteria tecnica, ci sono anche i seminari formativi. Quattro gli appuntamenti tra questo mese e il prossimo: il 16 e 26 ottobre sono previsti rispettivamente un seminario sulle possibili modalità di sostegno psicologico alle famiglie delle persone che hanno perso la vita per un incidente (martedì 16, dalle 16,30 alle 19,30, nella sede del Dipartimento capitolino Mobilità, a via Capitan Bavastro 94) e un incontro per chi si occupa di organizzare gli spostamenti nelle aziende e nelle scuole (il 26). A novembre, il 5 e il 26, si parlerà di “Prevenzione stradale e fattore umano”.

- Infrastrutture, dal Mit stanziati 1,62 miliardi -

Non solo errore umano, dovuto a distrazione, velocità, uso di alcol o droghe. Dal crollo del ponte di Genova in poi, i riflettori sono puntati sulle infrastrutture stradali, responsabili di una buona parte di incidenti, a volte macroscopici altre anche banali. Basta una buca sull’asfalto, strisce pedonali non visibili, scarsa illuminazione e il peggio può accadere.

In quest’ottica, il ministero dei Trasporti, nei giorni scorsi ha aggiornato la scheda di compilazione relativa al piano dei finanziamenti (ai sensi del DM 49 del 16 febbraio 2018) per interventi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane. Lo stanziamento già programmato di 1,62 mld è stato ripartito su periodo di sei anni e mette a disposizione 120 milioni di euro per il 2018 e 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023.

Il decreto disciplina l’utilizzo delle risorse, queste non potranno essere utilizzate per realizzare nuove tratte di infrastrutture o interventi non di ambito stradale. Ma solo interventi di progettazione
e di adeguamento normativo, miglioramento della sicurezza, percorsi per la tutela di utenti deboli, salvaguardia pubblica incolumità, riduzione dell’inquinamento ambientale, riduzione del rischio da trasporti, soprattutto quelli eccezionali.

Per la ripartizione delle risorse sono stati applicati i criteri precisi, che riguardano la rete viaria, come estensione chilometrica e numero dei veicoli. Ma non solo. A contare sono anche il tasso di incidentalità e la vulnerabilità rispetto ai fenomeni di dissesto idrogeologico.

Simone Colonna

Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it

15 ottobre 2018