Incidenti in moto, indagine Aci

17-01-2019
Numeri in calo, ma restano i nodi distrazione e infrastrutture

Presentati i dati relativi allo studio della fondazione Caracciolo di Aci sulla sicurezza stradale delle due ruote a Roma, basato sui dati del 2018.

A illustrare i risultati delle indagini, la vice presidente Aci, Giuseppina Fusco, con gli interventi del presidente Commissione capitolina Mobilità, Enrico Stefàno, di Nicola Passanisi, responsabile della commissione trasporti della Regione Lazio, e di Alfredo Scala del centro guida sicura Aci di Vallelunga. L’incontro si è aperto con una prima nota positiva: il netto calo, confrontando i dati con quelli dell’analoga indagine effettuata nel 2009, sia del numero degli incidenti complessivi tra auto e moto (-30%), sia per quelli riguardanti esclusivamente le due ruote (- 38%).

In termini percentuali, il dato migliore riguarda le conseguenze degli incidenti che hanno coinvolto motociclisti e scooteristi: il calo dei decessi è stato del 40%, mentre il numero dei feriti è sceso del 38%. Nonostante le notizie positive, i numeri che riguardano Roma restano comunque rilevanti. Nel 2017, ad esempio, a seguito di incidenti sono deceduti 23 motociclisti, con otto pedoni coinvolti. In pratica, una media di tre morti al mese. Numeri, quindi, che esigono l’individuazione sia delle cause che delle possibili soluzioni. Su questo gli 804 intervistati nel corso dell’indagine hanno contribuito a fornire precise indicazioni.

I comportamenti alla guida, ad esempio, sono i principali fattori di rischio per stessa ammissione degli intervistati: il 60% di questi ammette il mancato rispetto dei limiti di velocità, della striscia continua e/o delle precedenze. Il 24% ammette un uso frequente dello smartphone (e si tratta di motociclisti) e se a questi si aggiungono tutti quelli che ne hanno ammesso l’uso almeno una volta, si raggiunge un valore record che supera il 90%. Un dato, quest’ultimo che coincide perfettamente con l’indicazione della prima causa di incidenti attribuita alla distrazione (22%), fattore in crescita rispetto al 2009 quando la percentuale era del 18%. L’obbligo del casco è sostanzialmente un comportamento consolidato, ma sono in troppi a non usare quello integrale, così come emerge che il 30% dei motociclisti non sostituisce il casco dopo un incidente in cui lo stesso abbia subito un colpo. Decisamente marginale, infine, l’uso costante di guanti, pantaloni o giubbini tecnici di protezione.

- Anche la manutenzione è un problema diffuso -

A Roma, ogni giorno circolano 400mila veicoli a due ruote. L’età media è 10 anni, un dato impressionante che evidenzia l’assenza diffusa dei più recenti sistemi di sicurezza ormai standard, oltre che una flotta particolarmente inquinante (moltissimi gli Euro 0 e 1). A questo, si aggiunge un ulteriore dato su cui è assolutamente necessario intervenire: la metà dei motoveicoli in circolazione non ha effettuato la revisione. Tutto questo, se si considerano i comportamenti disinvolti spesso adottati da chi guida una moto o uno scooter, lascia intendere quanto margine di interventi esista per ridurre ulteriormente il numero dei morti sulle strade, non solo nella Capitale. C’è poi il nodo delle infrastrutture. Il 90% degli intervistati, infatti, ha indicato nella mancata manutenzione il pericolo maggiore di cadute, puntando l’indice soprattutto sulla presenza di buche e tombini lungo le strade.

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