Incidenti stradali, il maltempo moltiplica i rischi

08-02-2018

 

In Italia, 60 milioni di abitanti e 50 milioni di veicoli in circolazione, nel 2016 (ultimi dati consolidati disponibili, elaborati dall’Aci) si sono verificati 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone, 114mila dei quali in città, con 3.283 vittime e 249.175 feriti.

Tra le cause alla base dei sinistri, nel 30 per cento dei casi ci sono la velocità o il mancato rispetto della distanza di sicurezza; la guida distratta è stata riscontrata nel 25 per cento; il mancato rispetto
della segnaletica nel 28 per cento.

Sul totale degli incidenti, in 33.555 eventi è coinvolto un ostacolo, evitato o urtato, ma comunque presente sulla carreggiata.

Altro fattore di rischio è il maltempo. Sempre nel 2016, a livello nazionale sono stati oltre 17mila gli incidenti gravi in presenza di pioggia. Nel Lazio, 6 milioni di residenti e 5 milioni di mezzi a motore, gli incidenti con vittime nel 2016 sono stati 19.939. In 2.252 casi c’era una condizione di maltempo: pioggia oppure grandine, nebbia o vento forte. A Roma e provincia, oltre 4 milioni e 350mila abitanti e 3 milioni e mezzo di veicoli tra auto e moto (senza quindi considerare i “cinquantini”), nel 2016 gli incidenti stradali gravi sono stati 16.608, oltre 1.200 per pioggia, nebbia, grandine o vento forte.

I consigli, in caso di strade bagnate, restano quelli consueti. Aumentare la distanza di sicurezza e ridurre la velocità, anche considerando la ridotta visibilità. Attenzione al rischio aquaplaning, con le gomme che perdono aderenza per la presenza dell’acqua. Attenzione poi alle condizioni di visibilità, alle condizioni dell’asfalto, alle buche, ancora più rischiose se la pioggia le riempie non permettendo così di valutarne anche la profondità. Soprattutto in caso di forti piogge, i sottopassaggi (e non solo) sono a rischio allagamento. Controllare lo stato delle gomme e, in auto, dei tergicristalli. Attenzione al rischio appannamento (anche del casco).

Evitare una guida brusca. In moto, fondamentale l’abbigliamento. Poi stare lontani dai bordi della strada, dove defluisce l’acqua e si accumulano foglie o detriti, meglio mettersi al centro della propria corsia. Fare molta attenzione, infine, a tombini, rotaie, sampietrini e segnaletica orizzontale, elementi spesso molto scivolosi.

La “cecità” involontaria che ci fa ignorare le moto

Si chiama “cecità da disattenzione”, l’incapacità del cervello di registrare la presenza di oggetti imprevisti all’interno del campo visivo, e gli effetti che può produrre quando si è al volante sono stati studiati e pubblicati sulla rivista scientifica “Human Factors”. Alla guida dell’auto, spiega la ricerca, sono moltissime le informazioni che arrivano al nostro cervello. Necessaria quindi una selezione, che può provocare errori. E di conseguenza incidenti. I 56 volontari coinvolti nello studio sono stati posti di fronte a delle foto che ritraevano normali situazioni di traffico.

In alcune sono state aggiunte, ritoccandole, delle moto. Molto spesso gli automobilisti non si sono accorti della presenza dei centauri. Da qui, conclude la ricerca, la necessità di insegnare a chi è
al volante uno stile di guida più attento e consapevole.

Simone Colonna

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