Inquinamento, quadro nazionale preoccupante

06-02-2018
Nelle grandi città biossido di azoto troppo spesso a livelli di guardia

Italia da “bollino rosso” per l’emergenza smog. Soprattutto nelle grandi città, dove il fenomeno può essere considerato cronico con un 2017 segnato da elevate concentrazioni di polveri sottili e ozono un po’ dappertutto.

Nella mappa dell’inquinamento, la situazione più critica riguarda la Pianura Padana e in generale le città del Nord. Ma anche il Centro e il Sud dell’Italia non scherzano. Il bilancio generale è di 39 capoluoghi di provincia su 110 (oltre il 30%) in cui è stato superato il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili, con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi al metro cubo.

Le prime posizioni della classifica, come abbiamo detto, sono tutte appannaggio delle città del Nord a causa delle condizioni climatiche che hanno riacutizzato l’emergenza nel bacino padano.
Dei 39 capoluoghi citati, inoltre, ben cinque hanno addirittura oltrepassato la soglia di 100 giorni di smog oltre i limiti, tra questi Torino. E non va certamente meglio nelle altre regioni: in Umbria
situazione critica a Terni, con 48 giorni di aria irrespirabile. Nelle Marche, invece, c’è Pesaro, con 38 giorni oltre i limiti. Frosinone, poi, occupa il primo posto, per inquinamento, tra le città del Centro-sud. In Campania situazione critica a Caserta, Avellino e Napoli, che hanno superato il limite di 50 microgrammi per metro cubo rispettivamente per 53, 49 e 43 volte.

Anche Greenpeace ha analizzato i monitoraggi dell’aria nelle quattro città italiane più colpite dall'inquinamento da biossido di azoto (NO2), che negli ambienti urbani proviene per il 70-80% dai trasporti. Risultato: a Milano, Torino, Roma e Palermo, 39 monitoraggi su 40, realizzati dallo scorso ottobre presso istituti scolastici (asili o elementari) hanno rilevato concentrazioni di NO2 superiori ai 40 microgrammi per metro cubo, valore individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute.

Secondo il report di Greenpeace “Ogni respiro è un rischio”, la situazione peggiore è quella registrata a Torino e Milano: da una media dei rilevamenti, in queste città si ottengono valori superiori
agli 80 microgrammi, più che doppi rispetto alla soglia sanitaria Oms. Palermo e Roma mostrano una situazione appena meno grave: la prima con valori medi di 70 microgrammi per metro cubo, la seconda con valori medi di poco inferiori ai 60 microgrammi.

A Bologna, intanto, ora un sms (o una e-mail) informa gli automobilisti su eventuali misure antismog, come i blocchi del traffico. Il servizio è gratuito.

ALLARME BAMBINI

Lo smog respirato durante il tragitto per andare a scuola, metterebbe a rischio la memoria dei bambini. Lo afferma uno studio dell’Università di Barcellona pubblicato dalla rivista Environmental Pollution. Lo studio ha riguardato 1.200 bambini tra 7 e 10 anni di 39 scuole della città catalana che andavano a scuola a piedi. Sono state valutate le prestazioni nella memoria e nella capacità di attenzione con test periodici per un anno. I dati sono stati poi combinati con quelli sull’inquinamento da polveri ultrasottili (Pm 2,5) e del loro componente nerofumo. Il risultato è stato che l’esposizione ai due inquinanti influisce sulla memoria: i bambini con la maggiore esposizione a pm 2,5 e carbone nero hanno risultati peggiori rispettivamente del 5,4% e del 4,6%.

Maria Teresa Cirillo

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