Intermodalità per gli spostamenti, le iniziative europee

04-12-2018
Dall'Austria alla Danimarca, si testano soluzioni sostenibili
Migliorare il trasporto pubblico e la mobilità condivisa e incrementare le connessioni tra diverse modalità di spostamento, favorendo quelle più sostenibili per l’ambiente, la salute, la qualità della vita.
 
Ogni città, ogni Amministrazione, è chiamata a lavorare su questi obiettivi. Centrali sono i nodi di scambio tra diverse possibilità di trasporto. Un esempio viene dall’Austria. A Vienna, la locale azienda di trasporti (la Wiener Linien) dallo scorso settembre ha trasformato la stazione capolinea di Simmering (sulla linea 3 del metrò) in un vero e proprio “concentratore” di mobilità collettiva, con servizi sia dell’azienda municipalizzata che degli operatori privati. Qui i passeggeri possono scambiare con autobus regionali, bus e treni locali e internazionali, tram e adesso anche car e bike sharing e cargobike. Ci sono anche colonnine di ricarica per i veicoli elettrici e posteggi protetti per le bici. Le opportunità di spostamento sono sintetizzate su un totem informativo digitale. Questa sperimentazione viennese fa parte di un progetto più ampio (si chiama H2020), di cui sono parte anche le città di Lione e Monaco. 
 
A proposito di Monaco, la cittadina tedesca ha aumentato la sua rete di mobilità collettiva con un servizio di ride pooling, ovvero di passaggi a pagamento e su richiesta. La corsa si prenota via app. Il servizio, proprio per il suo essere “a richiesta”, non ha orari e percorsi definiti. Gli itinerari di volta in volta, sfruttando un algoritmo, vengono scelti sulla base dei livelli di congestione. Il passaggio a richiesta al momento è attivo solo in una parte della capitale bavarese. Nei primi mesi del 2019 è prevista l’espansione. A queste possibili opzioni di mobilità sta guardando anche Aarhus, per estensione la seconda città della Danimarca e con un sistema di trasporto pubblico poco sviluppato al punto che, almeno il 50 per cento dei suoi 345mila abitanti si sposta solo in automobile, prevalentemente senza passeggeri al seguito, mentre gli utenti abituali del trasporto pubblico sono fermi al 9 per cento. Qui si punta soprattutto sulla tecnologia, e sull’infomobilità, per integrare, e rendere quindi più accessibili, i diversi servizi di trasporto: quello pubblico, il bike sharing e, con l’obiettivo di far crescere il “tasso di occupazione dei posti auto” nei veicoli privati, il car pooling (i passaggi in auto, in genere tra amici o colleghi, dividendo le spese).    
 
- Bike sharing, la tendenza è puntare sull'elettrico -
Quattrocentocinquanta biciclette elettriche con 40 stazioni di noleggio. La basca Bilbao, con il supporto della tedesca Nextbike, punta sulla mobilità elettrica e, in particolare, il bike sharing. Durata delle batterie (e modalità di ricarica, che avviene direttamente nelle aree di sosta dedicate), oltre alle ripide colline della città della Spagna settentrionale, spiegano la scelta delle biciclette elettriche, che hanno la pedalata assistita.
 
Intanto Parigi sembra puntare sul rilancio del servizio di bici condivisa con l’arrivo, da settembre del prossimo anno, di almeno 10mila due ruote elettriche per il noleggio a lungo termine. In generale, anche guardando alle recenti vicende di casa nostra, il bike sharing per funzionare ha bisogno di aree di sosta e, soprattutto, della civiltà di chi lo usa. Il Campidoglio con questo obiettivo ha approvato delle linee guida, dando al Dipartimento Trasporti il compito di individuare le aziende interessate.    
 
- In arrivo anche il monopattino condiviso -
 
Non solo auto e scooter in condivisione. È la volta dei monopattini elettrici. Mytaxi, l’app per la chiamata taxi tramite smartphone, ha lanciato il progetto pilota “Lisbona hive”, che parte nella capitale portoghese con qualche centinaio di monopattini distribuiti in varie zone della città. “I monopattini elettrici sono la scelta perfetta per gli spostamenti dell’ultimo miglio (ovvero tragitti brevi) - spiega Eckart Diepenhorst, CEO di mytaxi - facilmente accessibili grazie all’uso dell’app, totalmente eco-sostenibili e divertenti da usare”.
 
Il servizio “hive” offre una flotta di monopattini a flusso libero, prenotabili e sbloccabili online. Il costo del servizio a Lisbona è di 1 euro a corsa come tariffa fissa a cui si aggiungono 15 centesimi al minuto. I monopattini hanno una velocità massima di 24 km orari e la batteria ha un’autonomia di circa 45 km. 
 
In Italia le prime amministrazioni a pensarci sono state quelle di Torino e Milano. Resta, però, il “nodo” del Codice della strada che non prevede per il monopattino questo tipo di utilizzo.
 
Maria Teresa Cirillo e Simone Colonna
Trasporti & Mobilità
4 dicembre 2018