La guida autonoma affascina ma non convince

27-09-2017
Secondo uno studio condotto in Texas la metà degli intervistati direbbe no all'auto senza comandi

La guida automatica a emissioni zero piace, anzi no. Lo rivela una ricerca dell’Osservatorio MobilityMonitor a cura di Lease Plan che precisa che sono in molti i guidatori che non si sentirebbero a proprio agio dentro un’automobile senza comandi e che affida la propria sicurezza a tecnologie, che per quanto sofisticate, sono pur sempre dei congegni artificiali. Non è che la guida “umana” sia infallibile e i numeri degli incidenti stradali sono lì a confermarlo. Solo in Italia in un anno si registrano circa 90mila vittime, oltre 500mila in Europa. La prova dei fatti ci dirà se le opinioni degli utenti cambieranno oppure resteranno ancorate alla guida manuale. Sui 4mila soggetti intervistati da MobilityMonitor in 17 paesi il 57% ammette di provare inquietudine. E questo sembra valere per tutte le fasce di età. In Italia un quarto della popolazione non utilizzerebbe mai un’auto a guida autonoma, mentre il 48% si dice disposto almeno a provarla. In un’importante ricerca di mercato realizzata nel periodo maggio-giugno 2015 tra i residenti dell’area metropolitana di Austin, in Texas, emerge chiaramente quali sono i soggetti che userebbe volentieri un ’auto a guida autonoma. Il fattore età come detto non conta. Le linee guida della ricerca individuano diversi punti fermi. Per gli utenti contrari sono la percezione della sicurezza, l’ansia per il contesto, la paura di perdere la privacy e le influenze sociali.

Al contrario i soggetti propensi alla guida “senza volante né pedali” sono coloro che hanno inabilità fisiche, le persone che pensano che la guida automatica possa ridurre il numero di incidenti. Infine, coloro a cui piace usare smartphone e social medie e tante altre applicazioni anche mentre si spostano tra il traffico della città. Questa tipologia di persone non nutre nessun timore sul fronte della privacy quando sono on-line, vedono l’uso di un’auto a guida automatica come un’esperienza ludica, divertente e stimolante e in molti si ritengono naturalmente portati all’utilizzo di questa tecnologie, pensando che diverrebbero molto bravi nell’utilizzarle. Sempre nel dossier realizzato ad Austin, sul fronte dei viaggi a media/lungo raggio tutti preferirebbe senz’altro utilizzare l’areo.

Ma se domandassimo ad un utente cosa farebbe mentre si trova a bordo di un’auto-robot, quale sarebbe la risposta più diffusa? “Continuerei a guardare la strada” hanno risposto La domanda è stata posta in uno studio del Dipartimento dei trasporti dell’Università del Michigan. Ovviamente si tratta di utenti a cui non interessa poter avere le mani libere per chattare, telefonare, vedere video o inviare foto. La stessa ricerca ha confrontato le opinioni indagando in Cina e Giappone. Il risultato è stato che i cinesi sono i più entusiasti i questa mobilità del futuro ad emissioni e sforzi psico-fisici “zero”. Più freddina e meno entusiasta l’atteggiamento dei giapponesi nonostante siano uno dei popoli più tecnologici del mondo. Presto, in altre “puntate” sulla guida autonoma, vi racconteremo quali sono le tecnologie allo studio per aumentare la percezione d sicurezza degli utenti.

Articolo a cura di Mauro Muraour

Pubblicato sul Trasporti&Mobilità il 27 settembre 2017