Mobilità, ai giovani piace condivisa

06-12-2018
Analisi dei dati Aci
 
Dall’analisi dei dati di Aci Roma relativi alle modalità di spostamento delle nuove generazioni, oggetto di un nostro focus pubblicato la settimana scorsa, emerge un’attenzione crescente al tema della mobilità condivisa. Quella tra i 14 e i 18 anni ha abbandonato come mezzo di trasporto preferito il “cinquantino” a favore di mezzi eco-compatibili, stando a numeri e stime, guarda sempre più ai servizi di sharing.
 
“I costi per l’acquisto degli scooter sono aumentati, è necessaria la patente e l’assicurazione che in alcune zone può costare fino a 1.500 euro l’anno - spiega Francesco Filippi, docente di Trasporti e Logistica a La Sapienza - Non solo. È aumentata l’attenzione alla sicurezza da parte dei genitori. In generale i giovani sono più attratti dall’innovazione nelle telecomunicazioni e anche dai problemi
ambientali”. 
 
L’idea del possesso del mezzo privato è stato sostituito dalla condivisione?
“Il declino della motorizzazione è un fenomeno dei Paesi sviluppati e le case automobilistiche si stanno rilanciando sulla mobilità come servizio, di cui Car2go della Mercedes è un esempio”.
 
Quindi è declino anche per il vecchio e mitico “cinquantino”?
“Lo scooter ricompare nello sharing, ma nella versione elettrica free-floating, flusso libero, che con uno smartphone e un’app dedicata consente il noleggio. La condivisione di scooter è un servizio nato da pochi anni e presente a Roma con due operatori eCooltra con 540 cinquantini elettrici e ZigZag con 50 mezzi, ma che a febbraio saranno 300. Gli elettrici oggi rappresentano il 63% del totale. È uno sharing sostenibile con costi alla portata dei giovani, facilità di circolazione e di parcheggio e per questo competitivo con il car sharing”.
 
Qualche numero sul fenomeno?
“Il declino dei ciclomotori è una realtà in tutta Europa, dove le immatricolazioni sono diminuite del 26% nei primi nove mesi del 2018. Nello stesso periodo l’Italia ha registrato 16mila ciclomotori
contro i 20mila del 2017 (24mila in tutto il 2017), una diminuzione del 20%, minore ma sempre rilevante. Nel 2007, dieci anni prima, ne furono immatricolati 130mila. La riduzione delle immatricolazioni si riflette sul parco circolante, con un ritardo dovuto all’inerzia nella rottamazione”.
 
- Dove vince il trasporto pubblico -
 
Da un’indagine condotta tra gli studenti di Ingegneria a San Pietro in Vincoli, a Colle Oppio, risulta che il mezzo di trasporto preferito dai maschi è il trasporto pubblico, con l’87% degli spostamenti.
Nel dettaglio, il 70% sceglie la metro, l‘autobus il 10% e il treno 7%. Il mezzo privato arriva solo al 12% (5% l’auto, 5% ciclomotore o motociclo, il 2% in bicicletta, mentre si muove a piedi il 3% di loro). Tra le studentesse l’auto raggiunge l’8%, il ciclomotore o motociclo il 2%, mentre nessuna va in bici. I dati indicano che in un’area ben servita dal trasporto pubblico i giovani rinunciano facilmente al mezzo privato. I valori bassi della bicicletta vengono spiegati con l’assenza di misure di protezione dal traffico. La sicurezza, quindi, è fondamentale. Il tasso di mortalità per un km percorso in bici, ma anche a piedi, è 17 volte più alto rispetto all’auto.
Paolo Petrucci
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it
6 dicembre 2018