Mobilità ciclistica nelle città, il “nodo” sicurezza

10-01-2019
Dal 2010 al 2017, a Roma sono stati 2.448 gli incidenti
Dal 2010 al 2017, a Roma sono stati 2.448 gli incidenti che hanno coinvolto i ciclisti (quasi uno al giorno), con 1.871 feriti. A perdere la vita, 32 persone. Sulla mobilità ciclistica un tema centrale, più volte ribadito, è quello delle infrastrutture e della loro manutenzione. Per Gianfranco Di Pretoro, referente per il Lazio della Federazione Ciclistica Italiana, una possibile soluzione resta la cosiddetta corsia di rispetto, o “bike lane”, una porzione di strada, evidenziata, destinata a chi si sposta in bici.
 
“Le corsie di rispetto si devono e si possono collocare in città per realizzare facilmente la desiderata rete ciclabile. Con la banda rumorosa ad evidenziarla diventa, in taluni casi, un vero
salvavita, vista la distrazione imperante tra i motorizzati”.
 
In città aumentano i ciclisti e anche gli incidenti. Quali sono le principali situazioni di rischio?
“La convivenza tra ciclisti e motorizzati è impossibile per la diversa natura dei mezzi. Una soluzione ottimale sono le piste ciclabili separate dalla viabilità ordinaria, ma queste infrastrutture richiedono spazio e costi notevoli. Tra le situazioni di rischio che si possono citare, l’apertura improvvisa dello sportello auto, le buche, i binari del tram, i tombini. O ancora la scarsa manutenzione o l’invasione delle piste ciclabili esistenti, i motociclisti che procedono a zig zag, i passi carrabili, le auto in doppia fila”.
Consigli a chi si muove a pedali?
“Usare sempre il casco protettivo. Per attraversare la città, quando e dove possibile, utilizzare i parchi e i mezzi pubblici. Tenere le mani sempre pronte sui freni, intensificare l’educazione stradale ai giovani. Quando si svolta, guardare prima in faccia l’eventuale automobilista, per verificare di essere stati visti. Con molto traffico, meglio attraversare la strada a piedi. Con il buio, bici con i fari, anteriori e posteriori, e indossare il giubbino catarifrangente. Attenzione al semaforo, anche col verde, prima di ripartire controllare la situazione, non zigzagare tra le auto e verificare spesso lo stato della bicicletta”.
Attenzione e rispetto delle regole. Vale per tutti?
“Certamente, anche tra i ciclisti c’è chi si comporta in modo non adeguato, ad esempio facendo gimcane tra i mezzi, non rispettando le precedenze. Un dato è certo: i ciclisti non hanno mica 5 airbag, pagano sempre loro, spesso con la vita”.
 
- Cosa dice il Codice della Strada -
Ciclismo e regole, cosa prevede ad oggi il Codice della Strada. L’articolo 182 stabilisce che, fuori dai centri abitati (nelle ore di buio) e sempre all’interno delle gallerie, c’è l’obbligo di indossare “il giubbotto o le bretelle riflettenti ad alta visibilità”. Considerando in generale le condizioni di visibilità delle strade cittadine, rendersi più visibili, specie nelle ore di buio, è un accorgimento molto importante. L’articolo 68, sempre del Codice della Strada, stabilisce invece l’obbligo di avere sulla bici sia il campanello che i fari. 
 
- Sul casco ancora nessun obbligo -
Oggi, per chi va in bici, il casco non è obbligatorio. C’è, invece, un disegno di legge per modificare l’articolo 182 del Codice della Strada, introducendo tale obbligo anche se solo per i minori di 12 anni. Una proposta, però, che non ha trovato d’accordo, tra gli altri, la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). “Il problema - ha scritto sul sito internet dell’associazione il presidente, Giulietta Pagliaccio - se ancora non è chiaro, è che i bambini e le bambine non possono andare in bici nelle nostre città perché sono inospitali e intrinsecamente insicure per questo genere di utente della strada. Per altro, in caso di incidente non c’è casco che tenga. Servono città e strade più sicure”.
 
- Incidenti, i numeri preoccupano -
Attenzione costante, rispetto, verso gli altri e per le regole, moderazione della velocità, condivisione dello spazio: sono le regole minime della sicurezza stradale. Nel 2017 (per l’anno scorso mancano ancora dati complessivi), in Italia, sono stati 174.933 gli incidenti con lesioni a persone, con 3.378 vittime e 246.750 feriti. Velocità e distrazione tra le cause, assieme alle condizioni di strade e segnaletica e all’età del parco mezzi.
 
Poca attenzione, eccesso di velocità, mancato rispetto delle precedenze e passaggio con il semaforo rosso rappresentano oltre il 40% (fonte Istat) delle cause di incidente. Tra le vittime della strada, nel 2017 (e non l'anno scorso, come scritto inizialmente per un refuso) in Italia ci sono stati 254 ciclisti, 600 pedoni, 827 motociclisti e 1.464 automobilisti.
 
Simone Colonna
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it
10 gennaio 2019

 

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