Mobilità, effetto parcheggiatori abusivi

01-04-2019
A gennaio 1.700 i controlli della Polizia Locale
Cinque o dieci euro; i più spregiudicati possono arrivare a chiederne venti. Poche parole e la pretesa di un “obolo” per controllare l’auto in sosta. Succede spesso, soprattutto nelle ore serali: il rifiuto può far scattare la furia del parcheggiatore abusivo. L’attività illegale è diffusa anche per la scarsa conoscenza del Codice della strada, o per la leggerezza di molti automobilisti.
 
I “guardiamacchine” sono presenti in aree dove la sosta non è consentita, ma anche dove è tariffata, incentivando gli automobilisti ad arrivare il più vicino possibile alla loro meta e aumentando, così, il traffico. L’obiettivo è anche di mantenere il controllo della zona, senza cadere nella rete degli agenti della Polizia Locale in borghese. I numeri parlano chiaro. Nel 2018 i controlli effettuati dai caschi bianchi sono stati 6.800.
 
A gennaio 2019 sono stati 1.700. Sono 454 le violazioni al Codice riscontrate, con il sequestro del denaro e l’applicazione dell’articolo 7 comma 15 bis, quindi con sanzioni da 1.000 a 3.500 euro. Da luglio 2017 allo scorso gennaio, in 183 casi è stato applicato il mini-daspo urbano, quindi l’ordine di allontanamento di 48 ore dalla città. Secondo il Comando generale della Polizia Locale, grazie all’attività di contrasto svolta da parte di tutti i Gruppi e dal Gssu (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana), il fenomeno è in diminuzione e risulta che tutte le persone fermate sono in regola con il permesso di soggiorno. Un dato che, secondo i Vigili, indicherebbe un alleggerimento dell’aspetto criminale del fenomeno.
 
Ma chi sono e da dove provengono i parcheggiatori abusivi? “Sono di diversa nazionalità, in molti casi bulgari, nord-africani, romeni, italiani - spiegano dal Comando generale della Polizia Locale -. È fondamentale non accettare il ricatto, piuttosto meglio allontanarsi. E, nel caso si subiscano pressioni, il consiglio è di rivolgersi al numero unico 112”. 
 
- Tra le zone più a rischio gli ospedali e l’Olimpico -
Nella mappa delle zone a rischio per la presenza di “guardiamacchine” ci sono luoghi considerati strategici. Come intorno allo stadio Olimpico, fino al Flaminio, oppure l’Auditorium della Musica. Molto spesso l’attività illecita si spinge persino nei pressi del Tribunale di piazzale Clodio. Una realtà che comunque è diffusa in molti quartieri, soprattutto dove si trovano uffici pubblici e nelle aree della movida, San Lorenzo, piazza Bologna, Eur o Testaccio su tutte. Per non parlare delle strade intorno agli ospedali, come il Bambino Gesù, il San Giovanni o il Policlinico Umberto I. L’attività, poi, nei mesi estivi si intensifica sul lungomare di Ostia e nelle zone in cui si tengono gli eventi della stagione estiva. 
 
- Pene doppie se coinvolti minori - 
Ecco cosa prevede il Codice della strada (all’art. 7 del nuovo comma 15 bis), sul fenomeno dei parcheggiatori abusivi: “Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 a euro 3.101”. Se nell’attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite. Con il “Decreto sicurezza”, il provvedimento poi è ben più duro, fino a prefigurare l’eventualità del carcere, con una pena variabile da 6 mesi a 3 anni. A supportare il contrasto del fenomeno potrebbe arrivare la giurispriudenza. La Cassazione, infatti, ha stabilito un punto fermo con la sentenza n. 30365/18. Per gli “ermellini”, il gesto di pretendere soldi sotto minacce anche velate in cambio del servizio abusivo di parcheggiatore è estorsione. Sempre e comunque
 
- Traffico e parco auto da record -
A fare da sfondo, e probabilmente da motore, al fenomeno dei parcheggiatori abusivi c’è la realtà che li circonda. E la Capitale, come recentemente confermato da un rapporto di AequaRoma (la società che si occupa della riscossione delle multe), in questo rappresenta un “modello”. La scarsità di parcheggi, associata a un parco auto da record (circa 70 auto ogni 100 abitanti) e a una diffusa resistenza a rispettare le regole, ha fatto sì che nel tempo la doppia fila, il parcheggio “creativo” e l’occupazione di ogni spazio utile siano diventati requisiti indispensabili per l’automobilista romano. Stili di vita sempre più frenetici e un trasporto pubblico che non riesce a soddisfare le esigenze di chi si muove in città fanno il resto. E rappresentano garanzie di lavoro per i parcheggiatori abusivi.
Paolo Petrucci
Trasporti&Mobilità-muoversiaroma.it
1 aprile 2019

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