Mobilità, quando anche la vacanza è condivisa

04-02-2019
L'esperienza della startup WeRoad
Con 160mila follower su Instagram è diventato l’account youth travel più seguito in Europa. Stiamo parlando WeRoad, la startup che trova i compagni di viaggio “giusti”. Nata alla fine del 2016, in nemmeno due anni è arrivata a gestire 3mila partenze l’anno.
 
WeRoad nasce dalla volontà di aggregare persone accomunate dalla voglia di viaggiare in piccoli gruppi, omogenei per età e preferenze di viaggio alla scoperta del mondo.
 
Come funziona? Si parte da soli, ma poi il viaggio è in compagnia. Basta comporre un gruppo di minimo 8 persone e il “turno” è confermato. Allo stesso tempo il numero massimo di partecipanti è 15. Niente grupponi, insomma. Ogni turno è guidato da un coordinatore che si occupa degli aspetti logistici e di far conoscere i partecipanti ancora prima della partenza creando un gruppo su WhatsApp. Una quarantina le destinazioni proposte e da raggiungere liberamente: i ragazzi possono scegliere quando arrivare a destinazione e come farlo, magari optando per un low cost e ottimizzando sul prezzo.
 
Il tour prescelto inizierà quindi sempre con il ritrovo in hotel nel luogo della prima tappa e terminerà sempre in hotel il giorno del check-out (info su weroad.it). WeRoad si ispira ai Millennials, giovani nati a cavallo del nuovo millennio. Ragazze e ragazzi con la valigia in mano. Cittadini del mondo, viaggiatori nati, pronti a condividere luoghi ed esperienze.
 
- App sempre più preziose per pianificare la vacanza -
 
Le app rappresentano un valido aiuto per chi deve organizzare un viaggio o una vacanza. Ad esempio c’è Pack Point che consente di preparare una lista da viaggio e fare bagagli nel modo più efficiente possibile tenendo conto della durata del viaggio e delle attività previste. Con Visit a City il viaggiatore può entrare nelle viscere della città da visitare ancor prima di partire. L’app offre infatti guide create da esperti e propone luoghi panoramici da visitare e consigli su punti di interesse. Molto in voga tra i Millennials c’è anche Mapstr
un moderno diario di viaggio fatto a mappa in cui segnare e commentare tutti i posti visitati. Virail, invece, permette di comparare tutti i mezzi di trasporto in ogni parte del mondo, Nugo è l’aggregatore di Fs che consente di acquistare in pochi passaggi tutti i biglietti dell'itinerario scelto; mentre Poleecy è l’app per le assicurazioni temporanee.
 
- Per molti le ferie non bastano -
 
Scappare da tutto e da tutti almeno per un anno, per riprendersi dallo stress quotidiano e tornare al lavoro e agli affetti più carichi di prima. Più di un italiano su due, pari al 65%, vorrebbe concedersi un anno di pausa e partire (anche verso mete non lontane) ma soltanto l’11% lo fa. A rivelarlo è l’ultimo sondaggio di Airbnb. Anche se i più stressati sono i francesi (37%) seguiti da tedeschi (34%) e spagnoli (33%), gli italiani, insieme agli inglesi, detengono un altro record: non riescono a staccare la spina e rispettivamente nell’89%
e nel 91% dei casi affermano di non aver essersi mai concessi un periodo di pausa.
 
Il record dei momenti di riflessione, e non potrebbe essere altrimenti, spetta all’India: il 50% dice di aver già preso un periodo sabbatico. Ma non è tutto. Dall’indagine emerge che il 32% degli italiani afferma di sentirsi stressato più volte al giorno, al punto che più di 1 su 3 dichiara di aver considerato di lasciare il lavoro. Cosa li trattiene dal prendersi una pausa? Nel 35% dei casi il datore di lavoro che non concederebbe loro un periodo sabbatico. Potendo partire, tra le mete predilette ci sarebbero gli Usa (27% delle preferenze) e il
Giappone (19%).