Mobilità sostenibile, sguardo all'Europa

17-01-2017
Investimenti e sperimentazioni, le scelte di Madrid e Parigi

Sedici linee della metropolitana in un caso, dodici nell’altro. Senza dubbio un ottimo punto di partenza per provare a immaginare un’altra idea di mobilità. Ma a Parigi e a Madrid, a spingere le prime cittadine, Anne Hidalgo e Manuela Carmena, verso scelte che limitano il traffico privato c’è l’obiettivo, chiaro e semplice, di restituire agli abitanti, pedoni o ciclisti che siano, porzioni di spazio pubblico.

Il tentativo è quello ormai praticato da più parti, con modalità e risultati differenti, di contenere il dominio dell’automobile. In particolare nella capitale spagnola a dicembre è stata sperimentata una limitazione (parziale) della circolazione sulla Gran Via, una specie di autostrada cittadina, sei corsie che attraversano il centro collegando Calle de Alcalá con Plaza de España. Il provvedimento, come ricordato dal sito internet ecodallecitta.it, ha riguardato anche altre vie del centro e ha prodotto alcuni dati interessanti.

La congestione da traffico è diminuita di oltre il 40 per cento sulla Gran Via e tra il 10 e il 20 per cento sulle strade vicine, gli utenti del trasporto pubblico sono cresciuti fino al 5 per cento, le vendite dei commercianti hanno fatto registrare un più 15 per cento. L’esperimento verrà replicato nei prossimi mesi. L’obiettivo è aprire, entro il 2019, la strada di grande scorrimento solamente a residenti, bici e trasporto pubblico. Senza dimenticare gli investimenti per la mobilità sostenibile: 140 milioni di euro, destinati dal governo di Madrid ai trasporti e ai parcheggi di scambio.

E poi c’è Parigi. Qui l’amministrazione guidata da Anne Hidalgo da tempo ha puntato su un piano di sviluppo della mobilità ciclistica attraverso investimenti consistenti: 150 milioni di euro per un progetto con scadenza 2020, raddoppiando il numero di chilometri dedicati alle due ruote a pedali, da 700 a 1.400, e al contempo migliorando la condizione delle ciclabili già esistenti.

Obiettivo dichiarato è il progressivo dimezzamento dei mezzi privati a motore sul territorio comunale. Tra gli interventi previsti, la chiusura alle auto di alcuni tratti lungo la Senna e un nuovo corridoio dedicato ai bus elettrici. A questo proposito la Ratp, ovvero l’azienda che gestisce il trasporto pubblico, ha varato un piano decennale che dovrà portarla a disporre di una flotta da 4.500 bus tutti a basso impatto, tra elettrici e a biogas.

Simone Colonna

Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it