Moto e scooter, cambia la prova su strada

26-10-2018
Nuovi limiti per velocità e tempi di esecuzione dei drive test

Entra in vigore domani, 27 ottobre, il decreto ministeriale che modifica le regole di svolgimento delle prove pratiche per conseguire i vari tipi di patente necessari alla guida di ciclomotori, quadricicli, tricicli, scooter e motociclette. Due le novità più importanti, l’individuazione di tempi limite per lo svolgimento dei drive-test e l’innalzamento da 30 a 50 km/orari per lo svolgimento della seconda prova. Il primo test prevede per il guidatore l’esecuzione, a bassa velocità, di uno slalom tra coni stradali durante il quale deve dimostrare di saper governare il mezzo con freddezza ed equilibrio. Poi, la prova prevede la percorrenza di una curva ad ampio raggio e a seguire il transito in una “strettoia”, delimitata dai coni stradali e larga circa un metro e trenta centimetri. Il tempo minimo per effettuare il test è di 15 secondi. Il candidato viene respinto se, ad esempio, esegue il test con andatura incerta o se mette i piedi in terra, dimostrando scarso equilibrio e poca capacità di concentrazione. Il secondo drive-test, che ora deve essere svolto ad una velocità di 50 km/orari, prevede uno slalom tra coni, poi il superamento di un ostacolo ed infine una brusca frenata che simuli una situazione di improvviso pericolo. Tempo massimo di esecuzione del drive-test 25 secondi. Il provvedimento del ministero detta anche le dotazioni obbligatorie che il candidato deve indossare per sostenere le prove. Il decreto specifica che:“ al fine di tutelare l’incolumità dei candidati, gli stessi, durante l’esecuzione delle prove indossino: casco integrale, guanti, giacca con protezione dei gomiti e delle spalle; scarpe chiuse, pantaloni lunghi e protezioni delle ginocchia e paraschiena”. Sul fronte normativo il decreto recepisce regole dettate dall’Unione europea nel 2013 tese ad accrescere i livelli di sicurezza per i “bikers” e degli altri utenti della strada. Gli esperti precisano che l’Italia, si è adeguata in tempi brevi alle nuove norme europee, ma per 5 anni ha dovuto concedere deroghe alle norme in quanto le strutture della motorizzazione civile e le strutture delle autoscuole non avevano i requisiti adatti. Era a quindi impossibile mettere in piedi i campi prova secondo le nuove direttive. Problemi infrastrutturali che si spera vengano risolti con sollecitudine.

Di recente, con la direttiva 2009/112/CE è stato modificato l'allegato III della direttiva 91/439/CE relativa ai requisiti psicofisici necessari per l’ottenimento delle patenti di guida A, A1, A2, AM, B, B1, BE. Stop ai pazienti che soffrono di malattie cardiovascolari, diabete mellito, malattie endocrine, malattie del sistema nervoso (come ad esempio encefalite, sclerosi multipla, miastenia grave epilessia ecc.). Sul fronte della capacità visiva, deve essere di 10/10 con una tolleranza di 2/10 per l’occhio più “pigro” correggibile con lenti ottiche. Lenti che però, tra loro, non possono avere una differenza superiore alle 3 diottrie. L’udito; si deve riuscire a sentire una voce a non meno di due metri di distanza. Ammesso l’utilizzo di dispositivi acustici. Infine, gli arti devono essere privi di anomalie anatomiche e protesi. Senza dimenticare gli alcolisti conclamati e gli utilizzatori di sostanze psicoattive.

Cominciamo intanto nel chiarire le varie tipologie di patenti. Partiamo da quella per i “cinquantini”, riservata a chi ha compiuto 14 anni e denominata”AM”. Oltre ai ciclomotori autorizza a condurre anche veicoli a 3 ruote e le microcar. Si può trasportare un passeggero solo dopo aver compiuto 18 anni. Prevede una prova teorica ed una pratica. Quest’ultima è divisa in due momenti; una prova in un’area attrezzata e una seconda nel traffico. A seguire abbiamo la patente A1 riservata a chi ha già compiuto 16 anni. Consente di mettersi in sella d un motociclo con cilindrata massima di 125 cc.. Per poter trasportare un passeggero l’età sale a 18 anni. Per la prova teorica le domande sono le stesse mentre per quella pratica è obbligatorio l’utilizzo di un motociclo  di cilindrata compresa tra 120 e 125 cc. con velocità massima di 90 km/orari. Una volta toccato il fatidico traguardo dei 18 anni il candidato avrà i requisiti anagrafici per conseguire la patente A2, con la quale si può condurre motocicli che non superino i 35 kW di potenza massima e un rapporto potenza e peso di 0,2 kW/kg. Per l’esame bisogna disporre di una moto di almeno 400 cc. con una potenza compresa tra i 25 e i 35 kW e un rapporto potenza/peso massimo di 0,2 kW/kg. Infine, la patente A che non prevede limiti di cilindrata e di potenza. Il candidato però deve aver compiuto i 20 anni di età ed essere in possesso della patente A2 da almeno 24 mesi. Con questi requisiti per fare il salto dalla patente A2 alla A basta sostenere un test-drive. Se il candidato invece non ha conseguito la patente A2, l’età per accedere alla patente A passa a 24 anni. 

Servizio a cura di Mauro Muraour

pubblicato il 26/10/2018 sulle pagine di Trasporti&Mobilità