In moto sicuri, l'impegno di A.M.I.

04-07-2017
Regole, attrezzature. Incontri con i giovani

Sicurezza in moto. Niente è mai abbastanza quando si circola sulle due ruote a motore. E bisogna prevenire ogni possibile rischio: dai guard rail “assassini”, insidia numero uno per i motociclisti, alle buche sull’asfalto, alle auto che non rispettano le regole. In quest’ottica, la conoscenza degli strumenti che permettono di aumentare le condizioni di sicurezza durante il viaggio può fare la differenza.

E il ventaglio delle possibilità è variegato: si può partire dall’importanza di indossare il casco con determinati criteri di omologazione fino alle tecnologie che offrono sistemi di protezione di ultima generazione. Se ne è parlato nel corso della conferenza “Come casco guidi?” che si è recentemente tenuta all’istituto aeronautico De Pinedo-Colonna di Roma, un incontro promosso da A.M.I., l’Associazione motociclisti incolumi che mette insieme le esperienze di vari professionisti, piloti, medici, ingegneri e legali impegnati a diffondere informazioni preziose per chi ama le due ruote a motore.

Che vanno dalle buone pratiche di guida, alla prevenzione, dalla progettazione delle strade alla consapevolezza dei diritti degli utenti, con il preciso obiettivo di studiare, secondo un metodo scientifico, cause ed effetti degli incidenti stradali. In Italia, secondo i dati riportati sul sito dell’associazione (motociclisti-incolumi.com) il costo dei sinistri sarebbe di 34 miliardi di euro annui e dal 2000 a oggi, nonostante misure preventive (autovelox, limiti di velocità) e punitive (punti e ritiri patente fino all’omicidio stradale) la riduzione delle vittime della strada è deludente, -18 % nel 2015 con un aumento
di motociclisti del 32%.

Certo, la sicurezza incomincia anche dalla scelta delle attrezzature di cui ci si intende dotare prima di montare in sella e il messaggio è destinato soprattutto ai più giovani. Per questo, "biglietto d’ingresso" per partecipare all’incontro romano organizzato da A.M.I. è stato il proprio casco, al quale gli esperti hanno dato un voto e che ha permesso ai ragazzi di capire che tipo di protezione stavano utilizzando. E oltre al casco, paraschiena, visiere, tute e guanti, fino all’airbag per moto, realizzati con determinati criteri, garantiscono più sicurezza.

Nel resto d’Europa sono avanti. In Francia, ad esempio, dallo scorso novembre, è obbligatorio indossare guanti omologati. Grazie a una legge approvata anche sulla base di dati che dimostrano come indossarli riduce del 95% la gravità delle ferite in caso di caduta. In Italia, forse, non ci resta che attendere.

Quali sono i veri nemici dei motociclisti?

Il dissesto stradale, gli ostacoli fissi (spesso pali di segnaletica mal posti) e la mancanza di cultura. Ci sono soluzioni ergonomiche in ambito sicurezza stradale ma le amministrazioni sembrano volerle ignorare e investono, ad esempio, su guardrail che anziché proteggere uccidono.

Come rendere le strade più sicure per chi va in moto?

Provvedere a una regolare manutenzione, all’installazione di segnali stradali solo quando necessario e di guardrail con protezioni salva-motociclisti. Quindi rivedere i criteri di progettazione, eliminare spigoli vivi da marciapiedi e spartitraffico, stendere asfalti drenanti, riparare le buche. Le campagne informative che ef-fetto reale hanno sui più giovani? Ci si stupirà nel sentire che sono proprio i giovani ad essere favorevolmente colpiti, a mostrarsi più interessati in quanto utilizzatori di moto e scooter ogni giorno. È proprio su di loro che A.M.I. cerca di far leva con incontri nelle scuole, corsi di guida sicura su strada e in pista. Il nostro obiettivo è investire nel futuro di tutti.

Maria Teresa Cirillo

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