Motorino? I giovani preferiscono il metrò

27-11-2018
Cos'è cambiato negli ultimi vent'anni
Il principale oggetto del desiderio degli adolescenti, nella fascia d’età dai 14 ai 18 anni, è lo smartphone e non più il motorino. Il principale mezzo di trasporto per i più giovani, infatti, è il mezzo pubblico. Per decenni, invece, il “cinquantino” è stato anche un vero e proprio simbolo di appartenenza. Oggi non è più così.
 
Negli ultimi anni si è fatta largo tra i più giovani una diversa idea di mobilità. A partire dallo sharing e dalla bicicletta. Fino a vent’anni fa, invece, al compimento dei 14 anni cresceva l’ansia per salire sul primo motorino, anche per sentirsi grandi o accettati. Davanti alle scuole e alle facoltà c’erano file di scooter. “Le statistiche parlano chiaro - spiega Riccardo Alemanno, direttore dell’Automobile Club Roma - l’anno d’oro della immatricolazione dei ciclomotori fu il 1980 con 815mila mezzi; la media annuale del decennio 1980-1989 fu di 453mila motorini, nel decennio successivo il numero cresce a 533mila, ma già nel primo decennio del nuovo millennio il numero tracolla (155mila), pur restando comunque altissimo rispetto al 2017, in cui sono stati immatricolati 23.874 ciclomotori. Anche il numero complessivo dei “motorini” circolanti, che superava i cinque milioni di mezzi agli inizi degli Anni Novanta, nel 2013 era di due milioni ed è in costante caduta libera”.
 
Ma che cosa ha determinato il declino di questo mezzo? “Senz’altro la crisi economica e il parallelo incremento dei costi, rappresentati non solo dal prezzo del mezzo, ma anche dalle consistenti spese accessorie (patente, assicurazione, pratiche varie): la Vespa che io sognavo nel 1982, con il costo attualizzato Istat, oggi sarebbe costata 2mila euro, circa 800 euro di meno all’attuale prezzo del modello Primavera 50. Sicuramente poi hanno inciso le diverse abitudini della mobilità scaturite dalla crisi economica: l’affermarsi dell’economia della condivisione e lo sviluppo della bicicletta”.
 
Quale mezzo ha sostituito il motorino per gli spostamenti? “Il cinquantino non serviva più di tanto a rispondere a esigenze di mobilità (comunque ben assolte dai mezzi pubblici o dai genitori), ma era soprattutto un mezzo per autoaffermarsi, distinguersi e fare amicizia, concetto ormai irrimediabilmente legato ai social network. Ebbene sì: il motorino, simbolo della nostra adolescenza analogica legata alle partite al campetto, ai 45 giri, alle lettere di carta e alle feste in casa, è stato irrimediabilmente sostituito dallo smartphone, lasciando i parcheggi di fronte al liceo, un tempo traboccanti di motorini, ormai deserti".
 
- Hanno contribuito anche le modifiche alle norme -
 
Dal punto di vista delle norme, fino agli anni ‘70 e ‘80 il “cinquantino” era come una bicicletta, ovvero lo compravi e ci salivi sopra. La tutela della vita dei giovani ha richiesto un lungo e necessario cammino. Al 1986 risale l’obbligo del casco per i minorenni e dello specchietto retrovisore. Poi, dal 1° luglio 1993, fu introdotta l’assicurazione obbligatoria e l’uso del “targhino” e dopo un anno fu reso obbligatorio il “patentino”, quel Certificato di idoneità che si poteva ottenere anche seguendo corsi a scuola. Dal gennaio 2013, però, serve la patente AM, che richiede un esame teorico e pratico. La sicurezza sulle strade meritava queste riforme. Frutto di un’idea della sicurezza che fino all’inizio del terzo millennio non esisteva tra i più giovani. I vari progetti “Italo” nelle scuole, a cura della Polizia di Stato e dei Carabinieri, mirati a sensibilizzare gli studenti, hanno acceso i riflettori su uno dei temi più importanti, ovvero i pericoli in strada.
 
- Lo scooter di oggi è elettrico e condiviso -
 
A Roma si fa largo lo sharing elettrico. Il servizio è iniziato in sordina ma sta facendo sempre più proseliti. Per eCooltra, l’azienda che gestisce l’attività nella Capitale, è giunto il momento di fare un salto di qualità: introducendo un’app di gestione più funzionale e immediata, il numero degli scooter disponibili supererà quota 400, rispetto ai 160 della prima ora. Un risultato ottenuto grazie al dialogo avviato con il Campidoglio.
 
Questi veicoli a zero emissioni hanno libero accesso in tutte le Ztl, compresa quella del Tridente; le zone attualmente servite da eCooltra sono Municipio I (Centro, Esquilino, Ludovisi, Sallustiano,
Prati), Municipio II (Parioli, Pinciano, Trieste, Nomentano, Salario), Municipio III (Montesacro), Municipio VII (Tuscolano e Appio Latino), Municipio VIII (Ostiense), Municipio IX (Eur), Municipio XII (Monteverde/Gianicolense), Municipio XIII (Aurelio), Municipio XV (Francia).
 
Paolo Petrucci
Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it
27 novembre 2018