Patente, regole uniche per la prova pratica

04-04-2017
Un decreto ministeriale ridefinisce e uniforma i criteri. Bocciatura istantanea per gravi violazioni

Piccola, grande rivoluzione per  l’esame di guida. Sulla base del  contenuto della circolare numero 6935/23.3.5, varata il 22 marzo  scorso dal ministero dei Trasporti, infatti, le prove di guida per ottenere la patente diventano più “trasparenti”, visto che d’ora in poi chi si appresta a sostenere l'esame saprà con precisione quali sono le corrette modalità di esecuzione richieste nelle manovre da realizzare. E allontanare, così, il rischio di essere bocciati in base al giudizio “discrezionale” dell’esaminatore. Le retromarce, l’inversione di marcia, i posteggi e le uscite dalle aree di parcheggio, ma anche le immissioni nelle rotatorie da strade a una o più corsie o la circolazione al loro interno, faranno parte di una prova standard, composta da tre fasi, a cui tutti i candidati dovranno sottoporsi.  Nel documento ministeriale, che  può essere considerato un vero e proprio vademecum delle procedure per il conseguimento della patente di guida B, vengono ribadite anche importanti e recenti  novità. Come la bocciatura istantanea, introdotta lo scorso anno, nel caso in cui durante l’esame si commetta un errore per cui il Codice della Strada prevede la sospensione della patente. Tra questi la guida senza cinture di sicurezza o l’eccesso di velocità oltre determinati limiti. Resta inoltre valida la possibilità, per chi ha sostenuto la patente per la moto dopo il 2013, di effettuare solo la prova pratica per conseguire quella per guidare un’automobile. Altra immediata conseguenza dell’introduzione delle nuove procedure, è la necessità di prevedere corsi di aggiornamento per gli esaminatori. Tali corsi, che inizieranno a partire già da questo mese, saranno organizzati dallo stesso ministero.
La nuova direttiva, ha trovato l’immediato consenso da parte dell’Associazione Nazionale Autoscuole che, tramite il suo segretario, Emilio Patella, ha espresso la soddisfazione di vedere concretizzato il lavoro di collaborazione avviato in passato con le istituzioni. Un lavoro finalizzato ad affermare il principio con cui finalmente si stabilisce l’uniformità di insegnamento e di  giudizio sull’intero territorio nazionale