Più ciclabili, meno morti

16-01-2018
I dati di uno studio condotto a Barcellona

Se un quarto degli spostamenti urbani avvenisse in bicicletta, ogni anno si potrebbe evitare la morte di 10mila persone che vivono in città. A dirlo non sono solo i sostenitori delle piste ciclabili
ma i ricercatori dell'Istituto di salute globale di Barcellona (l’ISGlobal).

Lo studio è stato pubblicato su Preventive Medicine e allarga l’analisi anche ai benefici economici di un eventuale piano di estensione delle piste ciclabili nelle città. “Questo è il primo studio che valuta le potenziali associazioni tra la lunghezza della rete ciclabile, l’intermodalità e gli impatti sulla salute associati nelle città europee - commenta Natalie Mueller, ricercatrice ISGlobal e prima autrice del documento -. La valutazione dell’impatto sulla salute ha dimostrato che uno spostamento sistematico verso l’uso della bicicletta è positivo per la salute a causa dell’aumento associato dell’attività fisica, i cui benefici superano gli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico e degli incidenti stradali”.

Logicamente quanto più le piste ciclabili sono diffuse tanto più i benefici sono evidenti. Secondo la ricerca, lo scenario ottimale, con corsie riservate alle bici in tutte le strade, darebbe i seguenti risultati: Londra potrebbe evitare fino a 1.210 decessi prematuri ogni anno, seguita da Roma con 433 e Barcellona con 248 morti. Già solo un aumento del 10% delle infrastrutture ciclabili, comunque, comporterebbe un incremento significativo del numero di ciclisti ed eviterebbe 21 decessi prematuri a Roma, 18 a Londra e 16 a Barcellona.

Ovvero, 3 fra le città prese in considerazione che potrebbero ottenere grandi risultati, visto la loro attuale bassissima quota di modalità ciclistica. Interessante anche l'analisi economica effettuata nello studio per confrontare i costi legati all’aumento delle reti ciclabili con i vantaggi connessi alla ridotta mortalità prematura.

Sempre considerando un aumento del 10% della rete ciclabile, il rapporto delle prestazioni per euro speso sarebbe fino a 70 a 1 nel caso di Roma, 62 a 1 nel caso di Zurigo e 35 a 1 nel caso di Barcellona. “Anche se non abbiamo considerato altri fattori determinanti della ciclabilità e non possiamo dedurre qui la causalità - osserva, Mark Nieuwenhuijsen, coordinatore della Urban Planning, Environment and Health Initiative di ISGlobal - evidenziamo che le reti ciclabili dovrebbero essere in cima alle agende dei governi delle città che hanno responsabilità dirette locali per fornire scelte salutari ai loro cittadini”.

La ricerca catalana si lega al progetto dell’Ue PASTA
L’Istituto di Barcellona per la salute globale, ISGlobal, è il frutto di un’alleanza innovativa tra università, governo e la Fondazione “La Caixa”. L’obiettivo è contribuire agli sforzi intrapresi dalla comunità internazionale per affrontare le sfide della salute globale. Il meccanismo chiave del suo modello di lavoro è il trasferimento delle conoscenze generate dalla ricerca scientifica alla pratica.

Il progetto PASTA finanziato dall’Ue, invece, mirava a collegare trasporti e salute promuovendo la mobilità attiva nelle città (ad esempio a piedi o in bicicletta), anche in combinazione con l’uso del
trasporto pubblico, come un modo innovativo di integrare l'attività fisica nel nostro stile di vita quotidiano. Al progetto hanno partecipato 7 città europee: Roma, Barcellona, Anversa, Londra, Orebro, Vienna e Zurigo. Tra le iniziative promosse nella Capitale figurano Roma Gioca Sostenibile, l’European Cycling Challenge e il Love to Ride.