Riforma del Codice della Strada e mobilità sostenibile

22-02-2019
Roma Mobilità per il car pooling
Non solo gli automobilisti ma anche i ciclisti, chi usa il monopattino o lo skate e chi si sposta in città utilizzando il car sharing o il car pooling. La mobilità sostenibile guida la riforma del Codice della Strada in queste ore in discussione alla Commissione Trasporti della Camera. Al centro dell’attenzione non solo la sicurezza stradale ma  anche le diverse modalità di spostamento con significative novità che trapelano dopo le prime audizioni. Come le drastiche misure previste per chi usa il cellulare alla guida, con il ritiro della patente già alla prima infrazione. Le nuove regole per i ciclisti dominano comunque la scena. Il disegno di legge, infatti, prevede l’inserimento delle Zone 30 nei centri abitati e dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari, le biciclette potranno circolare anche contromano.
 
Novità anche per quanto riguarda il “parcheggio” delle bici: in caso di assenza di stalli adibiti dal Comune potranno essere legate ai pali sui marciapiedi e nelle zone pedonali. Previsto, inoltre, che i ciclisti abbiano la precedenza rispetto ai mezzi a motore sia agli stop che ai semafori. Potrebbe diventare obbligatorio anche il casco, per chi usa le due ruote a pedali, che potrebbe anche avere la possibilità di circolare sulle preferenziali, attualmente riservate al trasporto pubblico e ai taxi. Anche se, su questo punto, la polemica monta. Secondo Asstra, l’Associazione italiana che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale, infatti, la misura costringerebbe i bus a marciare alla velocità delle biciclette.
 
Un capitolo a parte, poi, nella riforma del Codice, riguarda il tentativo di regolamentare il car pooling, il servizio gratuito di mobilità condivisa tra più persone che percorrono lo stesso tragitto. A cui si aggiunge il bike-pooling, il car sharing e il ciclo-taxi, ossia il servizio di piazza con “velocipedi”. Un’altra novità del Testo, annuncia il ministro Toninelli, potrebbe riguardare i risciò, ora inquadrati come Ncc.
 
- Car Pooling, l’Agenzia capitolina dà l’esempio -
Un’app e posti auto dedicati attraverso cui mettere a disposizione dei dipendenti una modalità di spostamento condivisa tra colleghi nei tragitti casa-lavoro. È il car pooling di Roma Servizi per la Mobilità, partito lo scorso 4 febbraio. Una modalità di spostamento  che è condivisa anche dall'Amministrazione capitolina ed è disponibile per i dipendenti del Campidoglio. Grazie alla piattaforma messa a disposizione dalla società Bepooler, le persone che percorrono in tutto o in parte lo stesso itinerario possono arrivare in ufficio, nella sede di via Luca Gaurico o in quella di piazzale degli Archivi, con una sola auto. Dividendo le spese, contribuendo a diminuire i livelli di traffico e smog e avendo la certezza di un parcheggio riservato. Nel garage della sede di via Gaurico (facilmente raggiungibile a piedi anche da chi lavora in piazzale degli Archivi) sono infatti a disposizione 14 stalli dedicati - che non comportano costi aggiuntivi per la società - proprio alle vetture del car pooling. Il posto auto si può prenotare entro le 19 del giorno precedente attraverso l’apposita app. “Roma Servizi per la Mobilità sta dando un esempio concreto in termini di mobilità sostenibile – afferma il presidente e Ad, Stefano Brinchi - Il car pooling è uno strumento che offre un duplice vantaggio: toglie auto dalla strada, pensiamo che cinque persone usano solo una vettura invece di usare ciascuna la sua, e al tempo stesso aiuta a migliorare il clima aziendale creando un’occasione di conoscenza tra colleghi”. Roma Servizi per la Mobilità che, per conto di Roma Capitale, continua a sostenere le modalità di spostamento sostenibili e condivise, sia in ambito aziendale che scolastico. Per quanto riguarda le scuole, ad esempio, ad oggi sono oltre 60 gli istituti, di ogni ordine e grado, con un mobility manager, ovvero un responsabile degli spostamenti casa-scuola, supportato dall’Agenzia per la mobilità nel cercare di rendere più sostenibili i tragitti di genitori e alunni: condividendo l’auto sì, ma anche creando percorsi da fare a piedi o in bicicletta. 
 
- Istat, negli spostamenti l’Italia è cambiata poco -
Dai dati Istat, una novità importante è che nell’arco di dieci anni, dal 2007 al 2017, gli abitanti che si spostano a piedi sono passati dal 16,2% al 17,4%, oltre uno su sei. Stabile all’1,7% il dato sulle bici. Il dato conferma che si fa largo l’abitudine di camminare a piedi, che viene valutata dai tecnici automotive come un importante segnale di cambiamento, rafforzato dalle nuove modalità di condivisione che caratterizzano da qualche tempo gli spostamenti. Ovviamente, l’Italia, resta il Paese europeo più motorizzato, con 635 auto ogni mille abitanti nel 2017. Ciclisti e pedoni, sempre secondo i dati Istat, restano le categorie più vulnerabili.
Maria Teresa Cirillo
Simone Colonna
Trasporti & Mobilità-muoversiaroma.it
22 febbraio 2019

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