Risorse, investimenti e regole certe

01-03-2019
Asstra, queste le priorità per il trasporto pubblico
Il trasporto pubblico in Italia, la sua importanza economica e sociale. Il punto di vista di Andrea Gibelli, dallo scorso dicembre presidente di Asstra, l’Associazione che rappresenta 137 aziende di trasporto pubblico locale.
Quali sono i numeri attuali?
“In Italia il sistema delle aziende di trasporto pubblico locale e regionale impiega oltre 124mila addetti, offre 2 miliardi di chilometri vettura annui, trasporta 5,4 miliardi di passeggeri l’anno e produce un fatturato complessivo, tra ricavi da traffico e contributi pubblici, di circa 12 miliardi di Euro. Questa è la carta d’identità del settore, numeri importanti perché danno immediatamente le due misure essenziali: il peso economico e il peso sociale del Tpl. Per noi un sistema che fa muovere 15 milioni di passeggeri al giorno sul territorio mantenendo vitali tali territori vuol dire che siamo di fronte a un servizio pubblico economico essenziale quanto la luce elettrica in casa, l’acqua potabile che esce dal rubinetto, il gas dei fornelli”.
Uno scenario in espansione o in contrazione? “Noi vorremmo che il trasporto pubblico locale fosse molto più dinamico nel panorama della mobilità di quanto non lo sia attualmente. C’è un mercato da aggredire, nel senso più pacifico che si possa immaginare! quello della mobilità privata, per recuperare spazio nelle aree urbane.  La mutazione di queste aree in megalopoli imporrà, al loro interno, l’azzeramento o quasi della mobilità privata, sostituita per motivi di ecologia ambientale e spaziale con un trasporto pubblico flessibile, efficiente e di massa. Dovremmo poi abituarci a cambiare nome alla mobilità e a ragionare in termini di connettività. È con questo metro che bisogna misurare oggi gli interventi e i relativi investimenti sulle infrastrutture di trasporto e sul trasporto pubblico. È in questo quadro che mi sono espresso dichiarando la non belligeranza tra gli investimenti per la Tav e quelli per il Tpl. Per il futuro del Paese si tratta di portarli avanti entrambi se vogliamo stare dentro il  sistema di connettività globale”.
Quali sono per voi le tre priorità e di contro le tre principali criticità del settore? “Investimenti, certezza delle risorse, certezze ed equità del quadro regolatorio. Se queste sono le priorità, le criticità sono le stesse ma col segno meno davanti. In particolare al Governo chiediamo che intervenga in contro-tendenza con una lunga serie di interventi
legislativi che hanno messo lacci e pesi incomprensibili alle caviglie delle imprese, soprattutto le partecipate del settore (che ne costituiscono il cuore: rappresentano il 90% del mercato in termini di passeggeri e l’85% del valore della produzione) che pure Investimenti, risorse certe e un quadro di regole le priorità per il rilancio del trasporto pubblico operano sul mercato”.
Come può il trasporto pubblico sottrarre quote di mobilità rispetto al mezzo privato? “Da solo molto poco, con una forte volontà politica nazionale e locale potrebbe molto di più. Ci vorrebbe un piano nazionale di politica di sviluppo del trasporto pubblico, alla luce del fatto che questo settore non incide semplicemente sulla circolazione di uomini e cose, ma impatta fortemente sul benessere delle famiglie, sul sistema di sanità nazionale, e via discorrendo”.
Le risorse del Fondo Nazionale Trasporti, per voi, sono adeguate?  “Certamente non lo saranno fintanto che non saranno indicizzate al ritmo di crescita dell’inflazione. Però devo ammettere che abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando abbiamo visto concretizzarsi la buona notizia che almeno in sede di anticipo del Fondo (80% di 4,8 miliardi di euro) non ci sarà nessuna mannaia sulle risorse del 2019 per il TPL. Ma la fine della storia deve ancora essere scritta”.
Il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile e i fondi per gli interventi sulla rete metro, sono una svolta?  “Per l’economia nazionale rappresentano 99 mila nuovi posti di lavoro e un valore aggiunto di 3,8 miliardi di euro. Tali sono le stime di Cassa Depositi e Prestiti sugli impatti economici e occupazionali dei 2,5 miliardi di euro l’anno investiti nel trasporto pubblico locale su un orizzonte temporale di circa 8 anni per le infrastrutture per il trasporto rapido di massa e fino al 2033 per tutto il materiale rotabile. Tali sono le risorse degli interventi citati. Una tale iniezione annua di risorse potrebbe infatti produrre un valore aggiunto pari allo 0,2% del Pil, e un aumento dello 0,4% dell’occupazione totale. Questa proiezione è di capitale importanza, per noi rappresenta il manifesto del settore con cui ci presentiamo per sostenere lo sviluppo del trasporto pubblico nel confronto schietto con la politica”.
Quanto contano le nuove tecnologie e una comunicazione sulla mobilità? “Rappresentano il presente, non solo il futuro, del trasporto pubblico”.
 
 
Intervista a cura di Simone Colonna
pubblicata il 1 marzo 2019 sulle pagine di Trasporti&Mobilità