Sicuri in sella alla bici, buone pratiche da seguire

30-01-2018

Si tratta di uno dei soggetti più esposti agli incidenti. Una delle ragioni è la differenza di peso e di potenza tra le bici e i veicoli a motore. Ma non è secondaria una scarsa educazione della strada da parte degli automobilisti. Chi va in bici deve tutelarsi anche da solo, rispettando alcune regole. Ovviamente le biciclette si spostano sia in città, e quindi nel traffico tra semafori e doppie file, ma anche nelle arterie ad alto scorrimento, concepite per velocità più alte.

Se le piste ciclabili sono il luogo ideale dal punto di vista della sicurezza, fuori da queste il ciclista è costretto a convivere con gli altri mezzi. Quindi in un contesto non proprio facile. Ma quali sono le regole base da rispettare? Per togliere ogni equivoco sulla possibilità di pedalare affiancati, per esempio durante la gita della domenica, il Codice della strada (articolo 148) è chiaro: “I ciclisti devono procedere su un’unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in un numero superiore a due”.

Fuori dai centri abitati, quindi, devono sempre procedere in fila indiana, salvo che ci sia un minore di dieci anni e proceda sulla destra dell’altro. In città, i ciclisti sono comunque tenuti a pedalare in fila indiana, “in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano”. Su questo aspetto è la condizione della viabilità a determinare il comportamento del ciclista nel traffico, come ha stabilito una sentenza del 2009.

Oltre al proprio comportamento, ovviamente, è fondamentale tener conto che la velocità dell’automobilista è uno dei motivi principali degli incidenti. In fase di sorpasso, quindi, è necessario avere una distanza di sicurezza minima. A questo proposito, il Codice della strada parla di una “apposita segnalazione” e di rispettare una distanza di sorpasso “adeguata”, anche se non si specifica quale. Per colmare tale vuoto normativo è stata presentata una proposta di legge per definire l’obbligo di effettuare la manovra a non meno di 1,5 metri di distanza, pena una multa fino a 600 euro e la sospensione della patente nel caso in cui l’infrazione venga compiuta due volte nello stesso anno.

Ma le regole richiamano a un senso di responsabilità anche da parte di chi ama pedalare. “Il ciclista che viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Nelle strade a una corsia per senso di marcia, lo stesso utente deve tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata”.