Smog, anche Roma soffre per il biossido d’azoto

25-05-2018
Il 60% dei rilievi è fuori limite. Viale Etiopia maglia nera

È emergenza inquinamento. L’aria di Roma è “fuorilegge e nociva” e la responsabilità è da attribuirsi all’NO2, il biossido di azoto, le cui concentrazioni annuali sono fuori limite nel 60% dei rilievi effettuati.

I dati emergono dalla prima mappatura realizzata da Salvaciclisti Roma e Cittadini per l’Aria, che restituisce un quadro a dir poco nero della situazione. Il superamento della media di 40 microgrammi per metro cubo, infatti, avviene in tre casi su cinque. Nel centro della città e in prossimità delle arterie stradali i livelli più elevati. La maglia nera coinvolge viale Etiopia - piazza Adis Abeba con 95,4 mg/m3, via Casilina - Tor Pignattara con 91 mg/m3 e in terza posizione via Trasone, quartiere Trieste - Salario, con 88,4 mg/m3.

La campagna di osservazione, i cui risultati sono stati presentati dal sindaco Virginia Raggi ai Musei Capitolini, è stata realizzata da 150 volontari. I valori del biossido d’azoto sono stati rilevati per un
mese, dal 2 febbraio al 2 marzo scorso, con l’aiuto di un kit di misurazione dotato di un piccolo campionatore passivo, collocato a un’altezza di 2,5 e 3 metri.

La mappatura ha coinvolto in prima persona lo stesso sindaco Raggi, che ha partecipato alla ricerca. “I risultati su che cosa respiriamo a Roma non sono buoni, ce lo aspettavamo, e sulla qualità dell’aria ci stiamo già impegnando con grande determinazione” ha commentato Raggi sottolineando come, nel 2050, il 70% delle persone vivrà nelle metropoli e consumerà la maggior parte delle risorse provocando fino all’80% dell’inquinamento globale.

Di qui la necessità di interventi immediati, per “cambiare e prevenire i costi sociali delle malattie connesse all’inquinamento”. Sul banco degli imputati salgono, inevitabilmente, i motori diesel, principali produttori di NO2, ossia il biossido di azoto, sempre più al centro del dibattito sui divieti. “Interdire le auto diesel nel Centro storico dal 2024, come prescrive il C40 che si è tenuto in
Messico - ha spiegato l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo - significa cominciare a rispondere all’emergenza”.

E qui la ricetta, secondo l’assessore, è anche incrementare la velocità dei bus e spingere sulla mobilità elettrica e lo sharing, come “piccoli pezzi di un puzzle di sostenibilità che possiamo costruire solo insieme”.