Smog, i numeri dell'emergenza

21-02-2019
A Roma preoccupano i dati sul biossido d'azoto
Mal d’aria. Nei confronti dell’Italia, dal 2015, c’è una procedura di infrazione (la 2043) della Commissione Europea per i superamenti dei valori limite di biossido di azoto registrati, tra il 2010 e il 2012, in 15 zone, tra cui Roma. Un seconda procedura riguarda lo sforamento dei limiti consentiti per le polveri sottili (le PM10). In questo secondo caso a Roma la situazione ultimamente risulta in miglioramento. Nel senso che, da due anni, il tetto massimo di 35 sforamenti annui non è stato raggiunto (restano invece sensibilmente alti, su alcune centraline di rilevamento, i dati sul biossido di azoto).
 
Nel territorio di Roma Capitale le principali fonti di emissioni inquinanti sono rappresentate dal traffico e dai riscaldamenti. I diesel, ha sottolineato anche la Commissione, contribuiscono in maniera sostanziale alle emissioni di in particolare di ossidi di azoto. Il Campidoglio, dopo aver preso l’impegno, all’interno della conferenza sul clima C40, che si è tenuta un anno fa in Messico, di eliminare le auto diesel private dal centro di Roma entro il 2024, “ha cominciato – ha ricordato il sindaco Raggi - a stilare un cronoprogramma e possiamo dire che dal novembre di quest’anno i diesel Euro 3 non potranno più circolare all’interno dell’Anello Ferroviario dal lunedì al venerdì”. La delibera è attesa in Giunta. Da capire se, in un primo momento, ci sarà o meno una deroga per i residenti nello stesso Anello. Secondo i dati forniti dal sindaco la scorsa settimana nel corso di un convegno, sono 24mila i residenti nell’Anello Ferroviario con un’auto diesel Euro 3. “Sappiamo che creerà disagi – ha affermato il sindaco - non viviamo su Marte, ma avrà effetti benefici sulla loro salute e su quella di tutti i cittadini”.
 
Al momento, a Roma i diesel Euro 3 si fermano solo in caso di blocchi emergenziali della circolazione, situazione che si verifica quando ci sono degli sforamenti ripetuti dei limiti di polveri inquinanti nell’atmosfera. In questo caso, per altro, lo stop è nella più ampia Fascia Verde. Proprio un blocco di questo tipo è in vigore nelle giornate del 21 e 22 febbraio.
 
Secondo i dati Aci (del 2017), in tutto il Lazio sono 311.062 le auto diesel Euro 3, di cui 200.026 in provincia di Roma (121 Comuni, per un po’ meno di 4 milioni e mezzo di abitanti).
 
L’Anello Ferroviario, che più o meno coincide con la zona centrale e semi-centrale della Capitale, ha una superficie di 48 chilometri quadrati, per una popolazione di quasi 500mila abitanti. La mappa dell’Anello e della Fascia Verde
 
- Nel 2017 oltre 2mila vittime -
I dati sui danni dello smog per la salute sono consultabili anche sul sito della Regione statosalutelazio.it. “Nel 2017 – ha ricordato l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato - i decessi per malattie riconducibili all’apparato respiratorio nella Capitale sono state 2.092, con un aumento di 234 morti rispetto alle 1.858 registrate nel 2016”. in Italia, secondo i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente, ogni anno si registrano circa 85mila morti premature causate dall’inquinamento (PM2,5, biossido di azoto e ozono). Tra i possibili strumenti per tentare di arginare, in generale, lo smog, c’è naturalmente quello rappresentato dalla cura e dall’ampliamento del verde urbano. Secondi Coldiretti, nelle città italiane in media ce ne sono appena 31 metri quadrati. Una pianta adulta, sempre secondo la Coldiretti, è capace di catturare dall'aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. 
 
- Le misure a Roma e nel Lazio -
Limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti, rete di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, obbligo di caldaie per il riscaldamento a basse emissioni, promozione di carburanti alternativi. Sono alcuni dei punti contenuti nel pacchetto antismog del piano qualità dell’aria di Roma, dei comuni vicini e di quelli della Valle del Sacco siglato a novembre scorso dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti. L’accordo prevede uno stanziamento complessivo di circa 10 milioni di euro, tra Stato e Regione, per contribuire alla riduzione dei mezzi più inquinanti e alla diffusione di carburanti alternativi e della mobilità sostenibile e condivisa.
 
Tra le novità, anche le limitazioni per i veicoli più inquinanti da attuare nel corso del 2019. Un parte delle risorse annunciate verranno destinate inoltre a un percorso di incentivazione “bonus-malus” che preveda, attraverso il coinvolgimento del ministero dei Trasporti, tasse automobilistiche più basse per chi inquina di meno. Secondo quanto previsto nella legge di Bilancio, infatti, dal 1 marzo Suv e auto di lusso con emissioni di CO2 superiori ai 160 grammi per chilometro pagheranno un’ecotassa.
 
 

 

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