Smog, lo slalom dei Comuni tra regole e doveri

05-Feb
Il Ministero dell'Ambiente ha varato programmi per aiutare gli enti locali.L'ultimo vale 35 milioni
Sono due i problemi di chi amministra le città e deve far fronte all’emergenza smog. Due problemi che sovrastano tutti gli altri e che sono strettamente legati fra loro: il rispetto dei target imposti dall’Unione Europea e il reperimento delle risorse utili a realizzarlo. Se non si vuole incorrere nelle sanzioni previste. E per il mancato rispetto dei limiti imposti dalle norme comunitarie, come sappiamo,  sono state già avviate   procedure d’infrazione nei confronti del nostro Paese. Emergenza per emergenza, lo scorso dicembre, il Ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione di comuni, regioni e città metropolitane oltre 11 milioni di euro per contrastare i superamenti continuativi dei valori limite di Pm10. Risorse destinate a tutti gli enti locali che hanno oltrepassato per cinque giorni consecutivi il valore limite giornaliero di “particolato”. Ma come impiegare le risorse? La scelta è ampia.  Si va dalla fornitura di biglietti gratis (o a tariffa agevolata) del trasporto pubblico, al finanziamento di corse aggiuntive di bus e metrò, dal potenziamento delle linee alle agevolazioni per il noleggio e l'utilizzo di auto elettriche, bike e car sharing, taxi condiviso e tutte le azioni per favorire lo spostamento casa-scuola e casa-lavoro. Come il pedibus e le navette. Ma cerchiamo di riassumere, con ordine, le varie possibilità. Cominciando dal Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro per il quale è stata destinata, sulla base dell’art. 5 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221, una quota di 35 milioni di euro proprio per finanziare questo tipo di progetti (riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100mila abitanti) e lo scorso ottobre, è stato pubblicato il decreto che definisce il programma sperimentale. Ciascun progetto può essere cofinanziato nella misura massima del 60% ed entro il limite di un milione di euro, esteso a 3 milioni se il progetto si riferisce a un territorio con popolazione superiore a tre milioni di abitanti. Gli enti locali hanno presentato la domanda di partecipazione al bando entro la scadenza fissata del 10 gennaio scorso, le domande pervenute al Ministero sono in fase di valutazione. Tra queste, anche quelle presentate da Roma Capitale in collaborazione con Città Metropolitana, progetti a sostegno, appunto, della mobilità casa-scuola e casa-lavoro, piani di sviluppo per la ciclabilità e per il mobility management.
 
Grazie al protocollo d’intesa, sottoscritto a fine 2015, tra Ministero dell’Ambiente, Conferenza delle Regioni e Province autonome e Anci, il Ministero, in un anno,  ha già provveduto a destinare complessivi 50 milioni di euro  per interventi in materia di mobilità sostenibile. Oltre a quelli previsti dal collegato ambientale, infatti,  ulteriori 6 milioni serviranno a finanziare interventi nelle città di Bologna, Roma, Milano e Torino. A Roma andrà poco meno di un milione di euro per l’estensione del tracciato aereo filoviario della linea 90, grazie a uno dei quattro progetti finanziati con accordo di programma. “Ulteriori fondi in materia di mobilità elettrica, fanno sapere dal Ministero - potranno essere sboccati nel prossimo periodo”.
Maria Teresa Cirillo, Trasporti e Mobilità del 2 febbraio 2017

 

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