Stazione Vigna Clara, futuro ancora da scrivere

19-04-2018
Da Rfi moderato ottimismo sulla riapertura
Sulla riapertura della stazione Vigna Clara e la riattivazione della tratta Vigna Clara-Valle Aurelia-Ostiense della ferrovia regionale FL3 il futuro è ancora da scrivere. Dopo la sentenza del Tar del Lazio dello scorso 28 marzo, che ha disposto la “non riattivazione”, Rete ferroviaria italiana, attraverso le parole di Daniele Moretti, Direttore Investimenti Roma, lascia filtrare un moderato ottimismo.
 
Come già dichiarato in una nota pubblicata poche ore dopo la sentenza, Rfi ribadisce soddisfazione: “Valutiamo positivamente la sentenza del Tar - spiega Moretti - perché riconosce che tutte le opere sono assolutamente legittime” e che, quindi, gli interventi realizzati, sia nel 1990 (anno dell’inaugurazione della fermata) che nel 2016 (quando è stato fatto il restauro in vista della riapertura) “possedevano tutte le autorizzazioni ambientali e urbanistiche”.
 
Per la riapertura, quindi, il Tribunale ha disposto una valutazione di impatto ambientale. “Stiamo valutando la particolarità di questa sentenza, perché il Tar ci richiede una valutazione di impatto ambientale, che normalmente non si fa su opere già eseguite. L’altra particolarità è che il Tar parla di un modello di esercizio diverso da quello da noi previsto”.
 
Ovvero, il Tribunale ha chiesto di valutare l’impatto prodotto dall’eventuale transito di treni diversi da quelli regionali, come i convogli merci. Il passaggio di questi ultimi, comunque, è legato all’eventuale, futura chiusura dell’Anello Ferroviario (manca la parte di Tor di Quinto). Al momento, quindi, la riapertura sarebbe solo per i treni regionali.
 
Al Tar, lo ricordiamo, si sono rivolti alcuni residenti e una clinica, sottolineando possibili criticità legate a vibrazioni e tenuta statica degli edifici. I tecnici Rfi, ha aggiunto Moretti, “Stanno valutando, approfondendo e predisponendo tutta la documentazione. Questo nell’intento di dare alla città il prima possibile questa tratta tanto attesa”.
 
La fermata Vigna Clara, su cui Rfi ha già complessivamente investito 50 milioni di euro, venne realizzata per i Mondiali di calcio del 1990, destinata all’arrivo dei passeggeri diretti all’Olimpico, costò quasi 90 di miliardi di lire per essere utilizzata 8 giorni e poi chiusa. Riaprendo, diventerebbe una diramazione della ferrovia FL3 Roma-Cesano-Viterbo (all’altezza di Valle Aurelia, dove c’è anche la metro A).
 
"Su Pigneto verifiche in corso"
 
L’altra opera infrastrutturale in corso è quella del Pigneto, intervento previsto da Rfi per realizzare un grande nodo di scambio treni-metro con la relativa copertura del vallo ferroviario. La situazione è in evoluzione, anche se registra ritardi dovuti a più fattori. Fra questi, la scoperta di una rete di sotto-servizi molto più vasta di quanto le carte comunali non riportassero. Prima di spostare, quindi, si sta procedendo all’identificazione di tubi, cavi e centraline sotterranee per continuare a garantire al quartiere le necessarie forniture.
 
La scoperta ha richiesto la modifica del progetto e nuove approvazioni da parte degli enti competenti. Per venire a capo della complessità dell’intervento, inoltre, è prevista l’identificazione di un referente tecnico che possa interagire con i vari interlocutori della sotto-rete. Scelta, questa, che potrebbe non farsi attendere a lungo.