Strisce in 3D per attraversamenti pedonali sicuri

11-02-2019
Esperimenti a Trieste e Bologna
Si scrive “traffic calming”, si legge intervento di moderazione del traffico. E si spiega con quelle modifiche che regolano la viabilità e che piuttosto che snaturare il paesaggio urbano, lo rispettano. Secondo l’Institute of Trasportation Engineers (ITE) si tratta di tutte quelle azioni che comportano un cambio della geometria stradale. Fatto di barriere, cordoli, o altri ostacoli, nell’interesse della sicurezza stradale della vivibilità di un’area urbana. Proprio in quest’ottica, e a metà tra elemento di street art e sistema dissuasore, nasce l’esperimento fatto a Trieste, lo scorso ottobre, di messa in sicurezza di un attraversamento pedonale ad effetto ottico-tridimensionale, ossia in 3D. Con strisce disegnate sull’asfalto in un gioco di luci e ombre che le fanno apparire sospese o rialzate. Il presupposto è quello che l’automobilista rallenti drasticamente la velocità di fronte alla visione/illusione di qualcosa che gli blocca la strada.
 
A livello normativo nell’attuale Codice della Strada la tecnica delle strisce in 3D non è ancora presente. Pertanto, nel caso, dovrà essere pensato un aggiornamento che la preveda. Intanto, però, installazioni simili, in Italia sono state già approvate a Bologna, Nizza Monferrato e Selvazzano, in provincia di Padova. Mentre a livello europeo, in Islanda le autorità locali hanno dato l’autorizzazione al montaggio in più punti della capitale, Reykjavík, già dal 2017. E in paesi come Cina, India e Sudafrica sono in uso da tempo.
 
Classico esempio di strumento “traffic calming”, l’attraversamento pedonale tridimensionale crea l’effetto desiderato a diversi metri di distanza, quindi chi è al volante ha tutto il tempo per rallentare. Poi, più ci si avvicina, più l’effetto ottico si riduce, fino a scomparire. Tra i vantaggi di questa soluzione, quello che la tecnica usata, trompe-l’oeil, è semplice e ha costi ridotti, dato che si tratta solo di disegnare la segnaletica in tre differenti colori senza che il piano stradale sia modificato. Inutile precisare che per eseguire l’intervento l’asfalto deve essere integro, quindi senza avvallamenti o buche. Tra i punti di debolezza, invece, da considerare la probabilità che chi è al volante reagisca rallentando solo durante i primi passaggi. Poi, una volta abituato all’illusione, ritorni a comportarsi come se non ci fosse.
 
A rischio chi va a piedi. le zone 30 una soluzione
Dall’inizio dell’anno sono già 5 i pedoni che hanno perso la vita sulle strade della Capitale. E nel 2018, dei 153 morti in incidenti (Roma e provincia), 54 erano pedoni. Tra i comportamenti sbagliati più frequenti, secondo i dati del ministero dei Trasporti, sono da segnalare la guida distratta (16%), il mancato rispetto della precedenza (15%) e la velocità elevata (11%) causa, quest’ultima, del 24% dei sinistri mortali. E non è difficile crederci se si pensa che, secondo gli studi del ministero, se si viaggia a 40 km orari si può ancora vedere un pedone che si accinge ad attraversare. Lo stesso pedone, invece, è già fuori dal campo visivo dell’automobilista che sta viaggiando a 55 km l’ora. Se poi l’andatura è a una velocità di 70 km l’ora, chi guida ha 9 possibilità su 1 di uccidere il pedone. Di qui l’utilità e la necessità, nei centri urbani, di adottare sempre più spesso le zone 30.
 
Consulta, proposte prioritarie
Un coordinamento sui temi della sicurezza stradale attraverso la costituzione di un ufficio dedicato è tra le richieste fatte, nei mesi scorsi, alla Commissione capitolina Mobilità dalla Consulta cittadina per la Sicurezza Stradale. Che ha presentato tra il 2017 e il 2018, ben 107 proposte tematiche. Di queste, 39 sono state considerate prioritarie in base alla selezione dei gruppi di lavoro della Consulta e presentate a dicembre all’amministrazione capitolina. Tra le azioni da mettere in campo, ne citiamo qualcuna, la realizzazione di nuove aree pedonali, ma anche la riqualificazione di ambiti stradali, la messa in sicurezza di fermate tram e fermate bus, la realizzazione e protezione di corsie riservate al trasporto pubblico e ulteriore sperimentazione di attraversamenti pedonali luminosi. 
 
Come evitare gli incidenti
Azioni da mettere in campo per evitare incidenti stradali. Secondo il documento redatto da Consulta Cittadina e Centro di competenza sulla sicurezza stradale dell’Agenzia per la Mobilità, tra prioritarie sono quelle azioni che riguardano la manutenzione stradale, con interventi sulla segnaletica, sulla visibilità e sulla geometria della strada. Ma anche l’aumento dei livelli di sicurezza dei veicoli, con nuove dotazioni a bordo. Ancora, il rafforzamento del sistema di prevenzione, controllo e repressione da parte delle Forze dell’Ordine anche con l’istituzione adeguati limiti di velocità. 
Maria Teresa Cirillo
Trasporti & Mobilità-muoversiaroma.it
11 febbraio 2019  

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