Un metrò più bello coi disegni dei bambini

Venerdì, Febbraio 24, 2017
Per le scuole elementari arriva il progetto-concorso "Adotta un treno"

Il futuro affidato ai bambini, anche per il trasporto pubblico. Ai loro mondi colorati si rivolge il concorso “Adotta un treno”, lanciato da Atac e presentato ieri dal sindaco Raggi: “Vogliamo che la metropolitana si colori con i disegni dei bambini. La loro immaginazione contro le scritte dei vagoni imbrattati dai vandali. Arriva nelle nostre città il Treno dell’Arte”.

L’iniziativa è rivolta alle classi delle scuole elementari: l’obiettivo è riportare l’attenzione sui temi del decoro e del rispetto per i veicoli del trasporto pubblico. E il primo contributo arriverà dai bambini: un convoglio sarà decorato con i disegni vincitori del concorso, si trasformerà nel “Treno dell’Arte” e viaggerà in metropolitana per sei mesi. Le regole di partecipazione sono semplici, ogni classe realizzerà un disegno, opera di un singolo o frutto di un progetto collettivo e poi sceglierà il migliore da sottoporre al concorso. La partecipazione è gratuita, il regolamento è sul sito atac.roma.it.

Prima di diventare materiali da esposizione, i disegni saranno premiati con visite guidate alle mostre, mattinate al teatro e iniziative ludiche. Il concorso si svolge con il patrocinio degli assessorati alla Scuola e alla Mobilità ed è promosso dalle omonime commissioni.

È in realtà antico il legame di Atac con le scuole elementari di Roma e con l’idea di coinvolgere i bambini per avere il loro punto di vista sui trasporti. Nel 2003, la partecipazione al progetto europeo Tapestry per lo sviluppo (già allora) di una mobilità pulita con campagne educative portò a lanciare il concorso “Perché preferire il mezzo pubblico”. A questa domanda, i disegni degli alunni di quarta e quinta elementare, poi diventati calendari e gadget per tutto il 2003, rispondevano immaginando bus blu e gialli dalle porte rotonde, bus volanti con il cinema a bordo e dal fantastico nome di "cinevolobus", veicoli a forma di pesce, bus che al posto dei gas di scarico lanciavano fiori viola in un cielo arancione.

I bambini di allora oggi sono ventenni forse rinchiusi in un’auto e fermi in coda sul raccordo anulare, forse alle prese con i ritardi della metropolitana. Chissà se sognano ancora il cinevolobus.
 

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