Un taxi salvavita nelle strade della città

19-02-2019
La storia di Franco e di Fabiana
Non solo tassista, anche un po’ “angelo”. Erano appena usciti dal poliambulatorio Regina Margherita, Franco D’Acuti, 85 anni, ex autista del ministero di Grazia e Giustizia, e sua moglie Roberta. Erano stati lì perché lui doveva medicare un piede, ora volevano tornare a casa. Quindi hanno raggiunto il posteggio taxi di piazza Mastai e sono saliti su un’auto bianca dello 060609, il servizio del Campidoglio gestito dall’Agenzia per la Mobilità.
 
Avevano appena chiesto di andare in via di Panico, dove abitano da trent’anni, quando Franco ha sentito un improvviso dolore al petto. Al volante dell’auto c’era Fabiana Morbidelli (a sinistra nella foto), licenza 7422, tassista da 12 anni, per combinazione impegnata con l’associazione Taxi Roma Capitale nell’iniziativa #salvaunavita che prevede la presenza, in macchina di un defibrillatore. Guardando Franco dallo specchietto retrovisore si è accorta che stava accadendo qualcosa di grave.
 
“Il pallore del viso dell’uomo, il fatto che fosse assente, come rallentato - spiega al telefono - mi ha messa in guardia. Quando mi sono associata a #salvaunavita ho fatto corsi di rianimazione, dunque sono anche in grado di soccorrere qualcuno”. In questo caso, però, Fabiana ha fatto ancora meglio. All’altezza di Ponte Garibaldi ha detto ai suoi passeggeri che era il caso di fermarsi al Santo Spirito. Ed è filata dritta verso l’ospedale, sfidando traffico e code, rischiando, come dice ridendo, anche una multa. Se arriverà, la pagherà volentieri, assicura. Davanti al Pronto Soccorso ha chiesto aiuto a un’ambulanza che, dietro di lei, a suon di clacson chiedeva insistentemente di passare. “Non mi sposto di qui - ha gridato - un uomo sta morendo nella mia macchina”. Solo l’immediato trasferimento in barella e il ricovero in codice rosso hanno permesso a Franco, che era già in coma, di salvarsi. L’arresto cardiaco è stato così importante da richiedere un bypass e molti giorni di ricovero.
 
Era la mattina del 21 gennaio.
 
Ora il paziente è tornato a casa e sta bene. “Se fossimo ricchi le faremmo un bel regalo – dice la moglie Roberta - Fabiana è stata bravissima, se non fosse stato per lei mio marito non ce l’avrebbe mai fatta”.
Trasporti & Mobilità-muoversiaroma.it
19 febbraio 2019
Maria Teresa Cirillo

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