Usa, con aumento limiti velocità 37mila vittime in più

10-04-2019
Allarme anche dal Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale

Quasi 37mila vite. Tanto è costato, secondo l’Istituto assicurativo americano per la sicurezza stradale (IIHS), l’aumento dei limiti di velocità sulle strade degli Stati Uniti nell’arco di 25 anni, dal 1993 al 2017. In Usa i limiti di velocità sono stabiliti dai singoli Stati e sono iniziati ad aumentare proprio intorno alla metà degli anni Novanta. In America ad oggi 41 Stati hanno un limite massimo fissato a 70 miglia, circa 112 chilometri l’ora; in 6 il tetto sale a 80 miglia (quasi 130 km/h) per finire con il Texas, dove su alcune strade sono consentite le 85 miglia, ovvero poco meno di 140 chilometri l’ora. Gli esperti dell’IIHS hanno evidenziato come, ad un aumento del limite di velocità pari a 5 miglia (8 chilometri l’ora), sia associato un aumento percentuale di 8 punti del tasso di mortalità su strade interstatali e autostrade e a un incremento di 3 punti percentuali sulle altre strade. In 25 anni dunque, 36.760 vittime di incidenti stradali in più. Sempre secondo l’Istituto assicurativo americano per la sicurezza stradale, un aumento di 5 miglia-8 chilometri l’ora del limite di velocità fa “risparmiare”, nella migliore delle ipotesi, appena 6 minuti e mezzo su un viaggio di oltre 150 chilometri.

Uno studio presentato alcune settimane fa dal Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale (Etsc) ha inoltre evidenziato come diminuendo di un km l’ora la velocità media sulle strade europee si avrebbero oltre 2mila vittime in meno di incidenti stradali, mentre l’istallazione obbligatoria su tutti i nuovi veicoli di dispositivi per il controllo e la riduzione della velocità in caso di superamento dei limiti, potrebbe ridurre del 20 per cento il tasso di mortalità sulle strade. Sempre secondo l’Etsc i veicoli viaggiano oltre i limiti sulle strade urbane dal 35 sino al 75 per cento dei casi; su quelle extraurbane dal 9 al 63 per cento dei casi e sulle autostrade dal 23 al 59 per cento dei casi. 

Simone Colonna

Trasporti & Mobilità-muoversiaroma.it

10 aprile 2019

 

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